il presidio
Vestas, la protesta sul tetto del sito a Taranto: «Trasferimento forzato=licenziamento mascherato»
Lavoratori e sindacalisti scioperano da 12 giorni contro la decisione dell’azienda di chiudere il magazzino di Taranto e trasferire 32 dipendenti a San Nicola di Melfi
Un gruppo di sindacalisti e lavoratori di Vestas Italia è salito sul tetto del capannone del sito di Taranto fissando uno striscione con la frase «Trasferimento forzato=licenziamento mascherato» e appendendo un manichino con la corda al collo. I lavoratori sono in presidio e da 12 giorni scioperano contro la decisione dell’azienda di chiudere il magazzino di Taranto e trasferire 32 dipendenti a San Nicola di Melfi.
L’uomo «impiccato - sottolinea in una nota la Uilm, che ha organizzato la mobilitazione con la Fiom Cgil - è il simbolo brutale di un futuro che viene tolto, di una dignità calpestata e di un territorio che rischia di essere svuotato per sempre».
Per l’organizzazione sindacale «spostare il lavoro a 200 km di distanza non è una riorganizzazione, è una condanna per tante famiglie che non possono e non vogliono accettare un addio silenzioso alla loro terra».