Altra tegola giudiziaria
Taranto, tentò di raggirare alcuni clienti: scatta la condanna per l’avvocato Egidio Spinelli
Il tribunale gli ha inflitto una pena di oltre 4 anni, ma non è la prima. Era già finito nei guai per altre vicende. Come quella che lo vedeva coinvolto per un cliente che si era rivolto a lui per intentare causa alla Asl che secondo l’accusa non era mai stata avviata
Un’altra tegola giudiziaria per l’avvocato tarantino Egidio Spinelli che negli ultimi anni ha collezionato una serie di procedimenti nei suoi confronti per truffa, tentata e consumata, ai danni di alcuni clienti che si erano rivolti a lui per gestire alcune pratiche legali che per l’accusa non erano mai state avviate.
L’ultimo processo in ordine di tempo è quello concluso, pochi giorni fa, con una sentenza di colpevolezza in primo grado: il giudice Paolo Mandurino ha inflitto 4 anni e 3 mesi di reclusione per i reati di calunnia, falso in atto pubblico, truffa tentata e consumata a Spinelli - difeso dall’avvocato Paolo De Bartolo - oltre all’interdizione dalla professione di avvocato per la durata della pena. In particolare, secondo il pm Francesco Ciardo che aveva coordinato l’inchiesta, l’uomo insieme a un complice non identificato, aveva prodotto atti falsi consegnandoli a un suo cliente fingendo di aver avviato una causa di lavoro nei confronti di una società tarantina. Stando a quanto emerso dalle carte dell’inchiesta «con artifizi e raggiri consistiti nel formare materialmente false scritture private ed atti pubblici falsi» tra cui un ricorso presso la sezione lavoro del Tribunale di Taranto, una nota di iscrizione a ruolo della causa promossa dal suo cliente, un atto di pignoramento presso terzi e persino un’ordinanza di assegnazione emessa da un giudice che ovviamente era completamente estraneo alla vicenda. Ordinanza che ora il magistrato Mandurino ha espressamente dichiarato nel dispositivo di sentenza come falsa e dunque mai emessa dal Tribunale di Taranto.
Non solo. L’uomo avrebbe anche falsificato due distinte di bonifico di un istituto finanziario che nel procedimento si è costituito parte civile. Quei documenti fasulli, secondo l’accusa, servivano a rassicurare il cliente del buon avanzamento della pratica e per rendere tutto più credibile l’imputato lo avrebbe persino fatto parlare con un suo complice, mai individuato, che si era spacciato per il direttore della filiale bancaria con l’obiettivo di incassare il pagamento dell’onorario da parte del cliente. In realtà tutto poi era andato a monte perché quest’ultimo avrebbe consegnato i documenti alla società contro cui aveva avviato la causa: il legale rappresentante della società, però, accortosi della falsità degli stessi aveva negato di risarcire l’uomo denunciando il tutto. Come anticipato, l’avvocato Spinelli era già finito nei guai per altre vicende giudiziarie. Come quella che lo vedeva coinvolto per un cliente che si era rivolto a lui per intentare causa alla Asl che secondo l’accusa non era mai stata avviata. O quella costata una condanna a 1 anno e 6 mesi nel marzo 2025 (ora pendente in appello) in cui avrebbe prospettato a una donna tarantina la possibilità di chiedere un risarcimento all’Enel di circa 16mila euro per danni causati agli elettrodomestici di casa dopo uno sbalzo di tensione facendosi consegnare la somma di 1800 euro senza mai depositare alcuna richiesta per i danni subiti dalla malcapitata.