politica

Taranto, l'«impresentabile» Ungaro in Consiglio comunale al posto di Di Cuia: è a processo per corruzione e turbativa d'asta

francesco casula

Ungaro, primo dei non eletti in FI alle ultime amministrative, è stato rinviato a giudizio come titolare e socio di numerose aziende che orbitavano nell’indotto della sanità ionica: è accusato di aver truccato alcune gare indette dall’Asl

«Rappresentare i cittadini nell’assise del proprio Comune è un’esperienza umana e politica straordinaria, che mi ha reso orgoglioso e fiero e di cui ho avvertito sempre il peso della responsabilità: perciò, dimettermi dal Consiglio comunale di Taranto non è stata una scelta leggera, ma so che è quella giusta. Lo è perché non ho mai interpretato la politica come un’occupazione di poltrone ed è giusto coltivare con i fatti e non con le parole il senso vero di “spirito di squadra”». Sono le parole con le quali Massimiliano Di Cuia ha salutato l'assise cittadina di Taranto dopo la sua proclamazione come consigliere regionale. Nella nota inviata alla stampa, l'esponente di Forza Italia ha aggiunto che la sua rielezione in Consiglio regionale offre al suo partito l'opportunità di «crescere con l’ingresso in aula dell’amico Rosario Ungaro, a cui faccio i migliori auguri di buon lavoro».

A Palazzo di Città, quindi, a breve farà il suo esordio Ungaro, primo dei non eletti in Forza Italia alle ultime amministrative in cui ha collezionato 628 preferenze nonostante poco prima la commissione parlamentare Antimafia, al termine delle verifiche sui candidati, lo aveva dichiarato un impresentabile. Imprenditore di 44 anni, Ungaro è infatti al momento a processo con le accuse di corruzione e turbativa d'asta per una serie di gare sospette all'Asl di Taranto. Difeso dagli avvocati Raffaele Errico e Giuseppe Passarelli, il neo consigliere comunale è infatti stato rinviato a giudizio come titolare e socio, secondo la procura ionica, di numerose aziende che orbitavano nell’indotto della sanità ionica come «Servimed», «Meditek», «Fornitre servizi generali», «Sanitech», «Servisan» e «Sc Incisioni»: l'accusa, in concorso un ex funzionario dell’Asl, Franco Mario Quero, è accusato di aver truccato una alcune gare indette dall’Asl.

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