Il caso

Uno schiaffo al viso, muore un 50enne

La procura ipotizza l’omicidio preterintenzionale e chiede il processo per un 46enne

Ha tirato uno schiaffo a un uomo cardiopatico e ora si ritrova a difendersi dall'accusa di omicidio preterintenzionale. È accaduto a Taranto a un 46enne per il quale il procuratore aggiunto Enrico Bruschi ha chiesto il rinvio giudizio.

I fatti risalgono al luglio 2021 quando in via Mazzini, nel centro di Taranto, il 46enne si ritrovò ad affrontare una discussione con un 50enne e altri parenti di quest'ultimo che lo avrebbero circondato e aggredito con calci e pugni: una vera e propria gragnola di colpi da cui il 46enne sarebbe però riuscito a scappare. In realtà, l'uomo è tornato poco dopo in compagnia di un parente e due mazze da baseball: un ritorno che avrebbe messo in fuga il 50enne che si è velocemente allontanato dal posto. Poco dopo però, quest'ultimo è stato trovato accasciato e senza vita: il 50enne infatti era affetto da una patologia cardiaca e in passato era stato anche sottoposto a una serie di interventi chirurgici per l'applicazione di peacemaker e altri dispositivi medici. Sono stati i familiari a condurlo all’ ospedale “Santissima Annunziata” di Taranto: un tentativo disperato quanto vano visto che purtroppo ma purtroppo non c'era più nulla da fare.

La moglie del 50enne ha così chiamato il 113 e un equipaggio della Squadra Volante è giunto all'obitorio e raccolto le prime testimonianze dando così il via alle indagini che hanno permesso di ricostruire l’intera vicenda: in breve tempo gli investigatori sono anche riusciti a risalire all'identità del 46enne.

L'ascolto dei testimoni e dello stesso 46enne ha permesso poi di comprendere che quest'ultimo, nel corso di quella prima furibonda colluttazione che lo ha visto al centro di numerosi colpi inflitti da più persone, aveva colpito con uno schiaffo la vittima.

Per la procura quello ceffone ha ingenerato una serie di complicazioni cardiache che poi hanno condotto l'uomo alla morte. Ora toccherà all'avvocato Dnaiele Lombardi provare a dimostrare che in realtà i fatti non sono andati come ricostruiti dall'accusa e tentare di salvare il suo cliente da una pena particolarmente severa. Nella vicenda è sotto accusa anche una donna, difesa dall’avvocato Fabio Checchia, accusata di favoreggiamento.

La vicenda è ora nella fase udienza preliminare: sarà il giudice Gianna Martino che dovrà stabilire se rinviare a giudizio il 46enne oppure proscioglierlo dalle accuse.

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