Industria
Ex Ilva, pressing dell’indotto sui commissari straordinari
Aigi chiede un incontro urgente in vista della ripresa dell’attività
TARANTO - L’indotto preme sui commissari per fare chiarezza e capire cosa c’è nel futuro di migliaia di famiglie tarantine legate a doppio filo alle sorti dell’ex Ilva.
Fabio Greco, presidente di Aigi, associazione che da sola rappresenta circa l’80 per cento delle imprese che operano nell’indotto dell’acciaieria di Taranto, ieri ha inviato una nuova richiesta di incontro ai commissari dell’amministrazione straordinaria di Acciaierie d’Italia, Giancarlo Quaranta, Giovanni Fiori e Davide Tabarelli, e al direttore generale Giuseppe Cavalli.
«In riferimento alle notizie delle ultime ore, in riferimento alla volontà di riprendere le attività produttive caratterizzate da una ripartenza congiunta e progressiva, e in virtù delle ultime incessanti telefonate ricevute dagli associati rispetto alle richieste di ripresa lavorativa da parte vostra mentre eravamo ancora in attesa di un incontro fattivo e risolutivo - si legge nella lettera di Aigi ai commissari -, al fine di non incorrere in possibili fraintendimenti restiamo in attesa di essere convocati con urgenza al fine di definire ogni dettaglio in merito».
La richiesta arriva all’indomani della notizia che Sace che assicurerà le garanzie per tutelare i creditori dell’ex Ilva. Il gruppo assicurativo finanziario specializzato nel sostegno alle imprese e al tessuto economico nazionale ha infatti annunciato due giorni fa le prime iniziative che danno il via al processo di supporto ad Acciaierie d’Italia e al suo indotto. Sace ha deliberato due linee di factoring per sostenere la liquidità e la continuità di AdI e della filiera di fornitori. La prima riguarda la cessione dei crediti che AdI vanta nei confronti dei propri clienti per un importo complessivo di 100 milioni. Sace anticiperà i pagamenti ad AdI, che potrà così disporre di risorse immediate per le esigenze più urgenti. La seconda riguarda il sostegno ai fornitori per un importo fino a 120 milioni di euro. L’operazione salva-creditori era attesa dalle imprese dell’appalto che da settimane hanno sospeso servizi e forniture, facendo ricorso in molti casi alla cassa integrazione per i propri dipendenti.
Il gruppo assicurativo finanziario ha spiegato che potrà acquistare i crediti che i fornitori vantano nei confronti di Acciaierie d’Italia, per cercare di venire incontro alle esigenze di liquidità. Sono state infatti attivate a tutti i livelli le interlocuzioni «affinché l’intervento avvenga in piena coerenza con il contesto dell’amministrazione straordinaria». Sace ha aggiunto che gli interventi deliberati oggi si inseriscono nel più ampio quadro delle misure messe in campo «per supportare le realtà strategiche del Paese in sinergia con il Ministero dell’industria e del made in Italy».
Casartigiani ha dichiarato di «apprezzare» il provvedimento emanato da Sace. «Attendiamo di essere convocati per definire tutti gli aspetti tecnici sulle modalità di accesso ai crediti» ha detto il rappresentante degli autotrasportatori di Casartigiani Puglia Giacinto Fallone. Sono necessari «strumenti che dovranno garantire la sopravvivenza di tutta la filiera dell’indotto, incluse le piccole e medie imprese. Qualora così non fosse, Casartigiani sarà costretta a rimarcare questa esigenza anche attraverso azioni di tutela - ha aggiunto -. Valuteremo attentamente il provvedimento nelle sedi opportune, certi che le parti ci convochino al più presto».