Martedì 27 Settembre 2022 | 00:02

In Puglia e Basilicata

ELEZIONI POLITICHE 2022

Centrodestra

43,79%

Fratelli d'Italia con Giorgia Meloni


Forza Italia


Lega per Salvini Premier


Noi Moderati / Lupi – Toti – Brugnaro – UDC

Centrosinistra

26,13%

Partito Democratico – Italia Democratica e Progressista


Alleanza Verdi e Sinistra


Impegno Civico Luigi Di Maio – Centro Democratico


+Europa

Terzo Polo

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Movimento 5 Stelle

Centrodestra

44,02%

Fratelli d'Italia con Giorgia Meloni


Forza Italia


Lega per Salvini Premier


Noi Moderati / Lupi – Toti – Brugnaro – UDC

Centrosinistra

25,99%

Partito Democratico – Italia Democratica e Progressista


Alleanza Verdi e Sinistra


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Terzo Polo

7,74%

Azione – Italia Viva – Calenda

M5S

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Movimento 5 Stelle

 

Il caso

Taranto, carcere sovraffollato e pochi poliziotti: è protesta

carcere taranto

La Cisl ha proclamato lo stato di agitazione: «Nonostante le ripetute segnalazioni non cambia nulla»

18 Settembre 2022

Redazione online

TARANTO - « È già proclamato lo stato di agitazione con imminente avvio di manifestazioni di protesta, da parte della Fns Cisl regionale pugliese e territoriale Taranto-Brindisi, a fronte delle persistenti, gravi criticità della casa circondariale di Taranto, che ospita attualmente circa 800 reclusi a fronte di una grave carenza di personale».

Leonardo De Marco, segretario Fns Cisl Puglia, ed Erasmo Stasolla, segretario generale aggiunto Fns Cisl Taranto-Brindisi, hanno annunciato lo stato di agitazione poichè a loro avviso la situazione resta immutata «nonostante ripetute segnalazioni, esposti e manifestazioni che hanno denunciato lo stato di abbandono da parte dei vertici dell’Amministrazione Penitenziaria». «Nei giorni scorsi nel penitenziario ionico - spiegano - è scoppiata una maxi rissa nel reparto 3C ad opera di detenuti comuni, i quali hanno messo in atto una vera e propria guerriglia che li ha visti affrontarsi con mazze di legno, ricavate dalle gambe dei tavolini delle celle, causando, così, il ferimento di decine di detenuti e poliziotti». Una lettera con richiesta di incontro urgente è stata inviata alla stessa direzione del carcere «Carmelo Magli» e al Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria.

Nei prossimi giorni, annunciano De Marco e Stasolla, «sarà messo a punto un primo calendario di mobilitazioni su un tema cruciale per il Paese, nei cui penitenziari sono attualmente reclusi oltre 56mila detenuti, di cui quasi 18 mila stranieri, mentre mancano quasi 5mila poliziotti penitenziari alla dotazione prevista dal Ministero, con pesanti ricadute organizzative e mancata garanzia di rispetto dei diritti di lavoratrici e lavoratori in uniforme». 

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