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Il caso

Taranto: mitilicoltura, il comparto va rilanciato

Taranto: mitilicoltura, il comparto va rilanciato

Gli operatori del settore ittico lanciano un nuovo grido d’allarme: «Danni al limite della criticità sociale ed economica, servono tutele»

07 Agosto 2022

Giacomo Rizzo

TARANTO - «La mitilicoltura e l’intero settore ittico locale continuano a registrare ingenti danni al limite della criticità sociale ed economica». Nuovo grido d’allarme da parte di Agci Agrital, Agripesca, Confcooperative-Federcoopesca, Legacoop agroalimentare, Unci agroalimentare, Fai Cisl, Flai Cgil e Uila pesca. In una lettera al sindaco Rinaldo Melucci ribadiscono la necessità di interventi a sostegno del settore considerando ancora i divieti che riguardano il primo seno del Mar Piccolo per la presenza di diossina e Pcb, evidenziano le problematiche più stringenti e formulano proposte per il rilancio. «Ci rivolgiamo a lei - sottolineano - affinché le politiche comunali del settore, finora determinate dalle ricorrenti situazioni di emergenza, possano in un futuro prossimo scaturire da una pianificazione, frutto del confronto con le categorie interessate, e da un coordinamento con l’Ente Regione, la struttura commissariale e gli istituti di ricerca, in relazione alle rispettive competenze».

BONIFICA MAR PICCOLO «La bonifica del primo seno del Mar Piccolo e, quindi, il suo pieno utilizzo per le attività mitilicole - osservano le associazioni - resta il primo obiettivo da perseguire. Purtroppo a 10 anni dalle prime ordinanze di divieto, non è stato avviato alcun intervento concreto. È ormai diffusa la sensazione che dopo tutti i “lunghissimi studi” realizzati per individuare le migliori metodologie da utilizzare siamo tornati ad un punto morto. È, quindi, necessario che il commissario per le bonifiche e il Cis, sollecitati dal sindaco di Taranto, si focalizzino su tale tematica affinché al più presto si riconsegni il primo seno del Mar Piccolo alla città ed alla mitilicoltura».

PIANO DELLE COSTE Occorre monitorare «l’iter di approvazione del Piano Comunale delle Coste con Delibera di Giunta Comunale n. 373 del 28 dicembre 2020 e conseguentemente del disciplinare d’uso e gestione delle aree concesse per attività di mitilicoltura, nonché dell’iter relativo all’individuazione ed al successivo allestimento strutturale dei punti di sbarco e di approdo finalizzati al servizio ed al corretto esercizio delle attività ittiche».

MODIFICA ORDINANZA REGIONALE Secondo le associazioni vanno definite le modifiche all’ordinanza regionale, recependo lo studio del Cnr «sulle dinamiche di decontaminazione dei mitili in relazione al bioaccumulo di Pcb e metalli. Le conclusioni di questa ricerca, infatti, evidenziano la possibilità di decontaminare i mitili allevati in Mar Piccolo, mediante la loro permanenza per un periodo di 45 giorni circa di stabulazione nelle acque del Mar Grande».

AREE MAR GRANDE Vanno individuare «aree in Mar Grande da utilizzare per il trasferimento dei mitili dal Mar Piccolo al fine di evitare la moria degli stessi a causa dell’innalzamento delle temperature e del sovraffollamento ed ai fini previsti dallo studio Arpa-Cnr». Inoltre, secondo le associazioni è necessario «verificare la possibilità che le aree individuate vengano acquisite ed attrezzate da una società partecipata comunale che le conceda su richiesta ai mitilicoltori in relazione ad apposita regolamentazione».

CANONI CONCESSIONI DEL DEMANIO MARITTIMO In questi giorni stanno pervenendo alle aziende del settore mitilicoltura titolari di concessioni demaniali marittime per l’utilizzo di specchi d’acqua finalizzati all’allevamento di mitili, solleciti di pagamento del canone concessorio relativo all’anno 2021, con la applicazione di interessi di mora per ritardato pagamento. I firmatari della missiva ricordano che le imprese tarantine sono «molto penalizzate dal fatto di essere titolari di più concessioni di limitata grandezza» e che nell’ultimo incontro «era stato assicurato l’avvio di una procedura che consentisse l’adeguamento alla normativa nazionale, che prevede come canone 2.500 euro per le concessioni fino a 151.000 mq, unificando quindi le diverse concessioni loro rilasciate, e l’intervento della regione Puglia per l’integrazione dei canoni pregressi.

SOSTEGNO AI MITILICOLTORI È diventato «necessario - sostengono le associazioni che rappresentano il settore - individuare strumenti di sostegno ai mitilicoltori, tanto come imprese quanto come lavoratori, per affrontare questa drammatica emergenza. Si è di fronte ad una vera e propria emergenza che rischia di avere contraccolpi socioeconomici ed occupazionali devastanti. Le istituzioni locali e nazionali hanno il dovere di precisare un cronoprogramma degli interventi con tempi definiti che consenta alle imprese di valutare la concreta possibilità di continuare a svolgere la loro attività, scongiurando ogni pericolo legato a situazioni di forte coinvolgimento emotivo».

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