inquinamento
Ilva, esposizione a metalli pesanti: monitoraggi non completi
Lo sottolineano il coordinatore Rsu Fiom Cgil Ilva Taranto, Francesco Brigati, e i rappresentanti dei lavoratori per la sicurezza (Rls) commentando la nota dell’Ilva che nei giorni scorsi ha diffuso i dati del biomonitoraggio
TARANTO - Il rapporto tecnico sulle esposizioni ai metalli pesanti dei lavoratori dell’Ilva di Taranto «non mostra in maniera puntuale i risultati rilevati dal biomonitoraggio, ma si limita a fornire risultati e considerazioni generali, omettendo di evidenziare eventuali differenze, anche in relazione ai fattori confondenti, ai vari reparti analizzati e ai risultati di dettaglio dei singoli metalli pesanti effettuato sui lavoratori monitorati». Lo sottolineano il coordinatore Rsu Fiom Cgil Ilva Taranto, Francesco Brigati, e i rappresentanti dei lavoratori per la sicurezza (Rls) Fabio Boccuni e Vincenzo Vestita, commentando la nota dell’Ilva che nei giorni scorsi ha diffuso i dati del biomonitoraggio biologico condotto su 856 dipendenti, precisando che i risultati sono «al di sotto dei limiti di riferimento».
La Fiom spiega che «nella valutazione del Bei (indicatore biologico di esposizione) non è stato considerato se i lavoratori assorbono più metalli dell’atteso per la popolazione generale». «Il rapporto tecnico - secondo il sindacato - si limita a precisare che i lavoratori hanno valori inferiori al limite soglia previsto per i lavoratori esposti e potenzialmente esposti». «Nella valutazione sull'arsenico - prosegue il sindacato - sono stati invece rilevati 24 superamenti sia in relazione al Bei che di entrambi i valori di riferimento. Dalla relazione tecnica, seppur specificata la possibile relazione tra il consumo di alimenti che contengono composti arsenicali, non sono specificati altri elementi essenziali, quali il reparto di appartenenza».
L’organizzazione sindacale chiede «pertanto una relazione esaustiva del biomonitoraggio effettuato sui lavoratori». «Per fornire evidenza oggettiva dei risultati presentati - conclude la Fiom - mancano nello specifico le tabelle ed i grafici esplicativi dei risultati finali esposti nel rapporto tecnico, completi di tutti i parametri considerati e suddivisi per gruppi di studio analizzati, lavoratori potenzialmente esposti e gruppo di controllo».