storie a 4 zampe
La tiroide del cane, controlli e sintomi
Uno dei campanelli di allarme può essere la perdita di peso nonostante l’appetito. E poi, nervosismo e gozzo
Dopo che alcuni mesi fa ho parlato della funzione tiroidea del gatto, oggi vi parlerò dell’importante funzione di questa ghiandola nel cane mettendo in evidenza le reali differenze esistenti fra le due specie.
La tiroide come in noi persone anche nel cane e nel gatto è situata alla base del collo in posizione anterolaterale dell’inizio della trachea, con caratteristica forma a farfalla. Pur essendo un organo di piccolissime dimensioni svolge un ruolo fondamentale per la regolazione di molte funzioni vitali dell’organismo. La più importante funzione della ghiandola tiroidea è quella di dettare la velocità, attraverso i suoi ormoni T3 e T4, stimolando le cellule a bruciare ossigeno e calorie per produrre energia. E questo vale sia per noi che per i nostri amici animali. Inoltre la potremmo paragonare ad un termostato che regola e detta i tempi del ritmo vitale: quando non funziona bene, crolla la fase operativa di tutto l’organismo. Vediamo adesso quali possono essere i suoi effetti negativi nel cane e nel gatto. Si manifestano con «l’ipotiroidismo» (carenza ormonale), che è una tipica affezione del cane anche abbastanza frequente, oltre «all’ipertiroidismo» (eccesso ormonale), di cui soffre in modo predominante il gatto soprattutto in età avanzata.
Ci soffermiamo su alcuni sintomi frequentemente riscontrati nel cane: una tipica manifestazione è l’aumento di peso (fino all’obesità), che si verifica senza alcuna variazione della dieta, unitamente a svogliatezza e letargia. Inoltre sono evidenti problemi cutanei con pelo diradato, opaco e secco e con una tipica perdita del pelo in modo simmetrico ai lati del torace e dei fianchi e in particolare della coda dove la pelle appare anche molto oscura e per questo detta: coda di topo, in molti pazienti si evidenzia anche un’accentuata presenza di forfora.
Altri sintomi ricorrenti sono le affezioni auricolari (otite), come anche disordini della riproduzione e spesso anche danni di tipo neurologico. Si tratta di sintomi aspecifici e che variano molto da soggetto a soggetto. Quando si evidenziano segni clinici di questo tipo si rende necessario una visita veterinaria, oltre a specifici esami del sangue, come il «profilo tiroideo», che prevede la determinazione di alcuni parametri come T4(tiroxina), fT4(T4 libera) e TSH (ormone stimolante). Nel cane come già detto prevale l’ipotiroidismo con il T4/fT4 bassi, mentre il TSH è alto. Al contrario per il gatto che soffre di ipertiroidismo il T4 è elevato e il TSH è minore di 0,003ng/ml. E’ opportuno precisare che il TSH è un ormone prodotto dall’ipofisi (piccola ghiandola situata alla base del cervello), che serve a regolare la tiroide in quanto come già detto viene spesso associata a quella dei livelli di FT4 e FT3.
Indagini ematocliniche necessari affinché poter addivenire ad una diagnosi corretta. Per quanto riguarda il gatto affetto da ipertiroidismo i segni clinici principali sono la perdita di peso, nonostante un vorace appetito. Segue l’aumento della sete (polidipsia) e della minzione (poliuria), unitamente a irrequietezza, nervosismo, atteggiamenti aggressivi e frequenti vocalizzazioni, specialmente nelle ore notturne che diventano più insistenti.
Ci sono poi sintomi di ordine sistemici, come pelo arruffato e mantello infeltrito, unitamente al respiro affannoso e al battito cardiaco accelerato. Delle volte carezzando il collo di questi gatti ipertiroidei è possibile evidenziare un nodulo alla tiroide, ovvero il gozzo. A questi pazienti se non vengono avviate celermente le dovute terapie facilmente potrebbero andare incontro ad ipertensione arteriosa, che potrebbe causare cecità improvvisa per distacco della retina provocata proprio dall’elevata pressione arteriosa. La terapia per curare le affezioni tiroidee del cane e del gatto sono nettamente diversificate, perché come già detto nel cane prevale l’ipotiroidismo dovuto ad una perenne carenza dell’ormone tiroideo, mentre nel gatto poiché ipertiroideo è costantemente in eccesso, motivo per cui nel felino la malattia viene gestita con la terapia ormonale sostitutiva.
Per il cane è previsto il trattamento a vita con levotiroxina (20 microgrammi per chilogrammo pro die). Mentre al gatto gli vengono somministrati per tutto il resto della vita farmaci antitiroidei come il Metinazolo per inibire la sintesi ormonale.
Sempre per il gatto quando la terapia ormonale non funziona esiste un’alternativa: quella chirurgica che consiste nella rimozione di uno o di entrambi i lobi tiroidei.