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Melfi-Potenza - Sette arresti e due denunciati

Primo bilancio delle indagini sugli incidenti che hanno portato alla sospensione della partita. Il questore di Potenza: «Qualche tifoso era giunto allo stadio per creare il caos». Giudice sportivo: 0-3 ad entrambe. I potentini giocheranno una partita a porte chiuse. Le altre decisioni in C1 e C2
POTENZA - Sette persone arrestate e due denunciate: è questo il primo bilancio delle indagini di polizia e carabinieri sugli incidenti che, domenica scorsa, hanno portato - per la prima volta in Italia dopo quanto avvenuto nell' euroderby Milan-Inter - alla sospensione della partita di calcio Melfi-Potenza (Serie C2, girone C) e al ferimento di nove persone. Dei sette arrestati, cinque sono tifosi del Potenza - tre sono stati fermati dai carabinieri, e due dal personale della questura del capoluogo lucano - e sono accusati di lesioni, resistenza, danneggiamento e lancio di oggetti contundenti. Analoghe le accuse per i due tifosi del Melfi denunciati in stato di libertà, per i quali non è stato possibile l'arresto in quanto la loro identificazione è avvenuta dopo le 36 ore previste dalle norme per l'arresto differito.
I carabinieri del comando provinciale di Potenza hanno arrestato Rocco Greco, di 32 anni, di Potenza, Giovanni Cervi, di 33, di Vaglio di Basilicata (Potenza), e Luigi Bonelli, di 27 anni, che ha precedenti penali. I tre sono ritenuti dagli investigatori del reparto operativo del comando provinciale di Potenza e da quelli delle compagnie di Melfi e Potenza i responsabili dell' abbattimento di un cancello all' interno dello stadio e dell'aggressione al tenente dei carabinieri, Vincenzo Varriale, colpito da calci sferrati - secondo quanto è emerso dalla immagini televisive analizzate da personale del reparto scientifico - da Rocco Greco.
La polizia ha invece arrestato due persone, Antonio Greco, di 31 anni - fratello di Rocco, fermato dai carabinieri - e Achille Campochiaro, di 31 anni, di Nocera Inferiore (Salerno) ma residente a Tito (Potenza). E' scattata invece la denuncia per due giovani tifosi del Melfi, uno di 17 anni e l'altro di 18.
E' stato convalidato, infine, il fermo di due fratelli, Giuseppe e Antonio Albano, di 24 e 21 anni: uno di loro, domenica, prima dell' inizio della partita, era stato trovato in possesso di una pistola, risultata poi un' arma giocattolo. I due - che hanno precedenti - sono accusati di violenza privata, minaccia e danneggiamento aggravato.
Prosegue intanto l'esame dei filmati degli scontri di domenica scorsa e nelle prossime ore, dopo le identificazioni, potrebbero scattare altre denunce. Il numero delle persone denunciate in stato di libertà potrebbe essere, alla fine, di alcune decine.

«Qualche tifoso era giunto allo stadio con l'intento di creare il caos»: lo ha detto il questore di Potenza, Americo Di Censo, stamani durante un incontro congiunto polizia-carabinieri con i giornalisti per illustrare i dettagli degli arresti fatti dopo gli incidenti che, domenica scorsa, hanno portato alla sospensione della partita di calcio Melfi-Potenza (Serie C2, girone C) e al ferimento di nove persone. «Abbiamo trovato - ha aggiunto Di Censo - pezzi di ferro di 2,2 centimetri e 0,8 centimetri di spessore che sono stati lanciati verso il settore dove si trovavano i tifosi del Potenza, capaci di fare male. Sin dall' inizio dell' incontro sono stati registrati lanci di questi oggetti. Anche il comandante dei carabinieri della compagnia di Melfi, è stato colpito da uno di questi oggetti metallici. In campo abbiamo trovato di tutto, perfino un telefono cellulare ed un proiettile calibro 38 special. Stiamo visionando filmati e fotografie per cercare di individuare i responsabili degli incidenti».
Di Censo ha ripercorso la giornata di domenica. «Era una partita sotto osservazione - ha aggiunto - in settimana ci eravamo preoccupati di reperire gli autobus per consentire ai tifosi del Potenza di raggiungere Melfi. Vi sono stati vari prefiltraggi e filtraggi, a Potenza ed a Melfi. Era stato predisposto il servizio d' ordine e le misure erano adeguate».
Il questore ha rivissuto i momenti salienti del secondo tempo dell' incontro fino al ferimento del bambino di nove anni - che ha riportato una contusione cranio-facciale con ferita lacero contusa - colpito intorno alla mezzora di gioco e alla reazione dei tifosi del Potenza che «prima hanno tentato di raggiungere attraverso la tribuna i tifosi del Melfi ma sono stati respinti dal cordone di forze dell'ordine e poi - ha spiegato Di Censo - hanno forzato e scardinato il cancello che dava al campo di gioco, abbattendolo. E' stato in questo frangente che due tifosi del Potenza hanno aggredito il tenente dei carabinieri Varriale, provocandogli con un calcio la frattura dello sterno. Era il 37' e l'arbitro ha deciso di sospendere momentaneamente il gioco».
Di Censo ha sottolineato che a quel punto «il clima era teso e, visto che mancava la possibilità di ripristinare il cancello, è stato deciso di chiedere all'arbitro la sospensione definitiva dell'incontro con l'applicazione delle nuove norme».
«Tutto quello che è successo - ha proseguito il questore - è riprovevole e mi auguro che sia di monito perché episodi del genere non si ripetano. Oltre agli arresti, vi saranno altri provvedimenti. Il nostro lavoro continua. I responsabili di questi atti vanno individuati e puniti. Abbiamo materiale per risalire all' identità di altre persone che verranno denunciate e nei confronti delle quali, nei prossimi giorni verranno emessi anche provvedimenti di divieto di accesso alle competizioni sportive».
Di Censo ha poi sottolineato il lavoro eseguito in perfetta sinergia con i carabinieri: sono in corso controlli in diverse aziende del Potentino per accertare la provenienza dei tondini di ferro trovati allo stadio «Valerio» di Melfi.

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