Mercoledì 15 Aprile 2026 | 19:47

Lecce-Cremonese, ora è corsa a due per la salvezza

Lecce-Cremonese, ora è corsa a due per la salvezza

Lecce-Cremonese, ora è corsa a due per la salvezza

 
Antonio Calò

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Antonio Calò

Lecce-Cremonese, ora è corsa a due per la salvezza

Squadre ai raggi X. Il «Via del Mare» può diventare l’arma decisiva

Mercoledì 15 Aprile 2026, 15:24

Con l’allungo del Cagliari (punti 33) e della Fiorentina (punti 35), la lotta per evitare quella diciottesima posizione che, unitamente alla diciannovesima ed alla ventesima, porta in serie B sembra oramai ristretta al Lecce ed alla Cremonese, le due formazioni appaiate a quota 27 che stanno palesando parecchie difficoltà.

È quindi lecito chiedersi quali differenze siano emerse sino ad oggi tra la squadra giallorossa e quella grigiorossa. Proviamo a tratteggiare un quadro della situazione attraverso le statistiche relative a quanto espresso dal team salentino e da quello lombardo nelle trentadue giornate passate in archivio.

La premessa è che il complesso allenato dall’inizio della stagione da Eusebio Di Francesco ha fatto peggio in fase offensiva e quello diretto da alcune settimane da Marco Giampaolo ha fatto peggio nella fase difensiva, ma con un divario in entrambi i casi abbastanza risicato, soprattutto a causa delle «scoppole» rimediate da Wladimiro Falcone e compagni negli ultimi quattro turni, con 8 reti al passivo ed appena una all’attivo.

Con la miseria di 21 gol segnati, il Lecce ha l’attacco più sterile della serie A e dei top 5 campionati europei. La Cremonese si è comportata un po’ meglio, avendone realizzati 26. Il dato negativo dei salentini scaturisce anche dal fatto che sono ultimi nella graduatoria del «gol attesi» (xG), che valuta la qualità delle occasioni create. I giallorossi sono attestati a 25,2 contro il 31,4 dei grigiorossi.

Eppure ci sono alcuni aspetti che lasciano sperare che, da questo punto di vista, i rapporti di forza tra le due avversarie dirette potrebbero anche mutare.

Il Lecce, infatti, ha fatto di più della Cremonese per quanto concerne i tocchi nell’area rivale (493 contro 455), i cross completati a match (23,5% contro 21,7%, media 4 a gara contro 3,8, nonostante i lombardi ne abbiano effettuati di più in valore assoluto, 562 contro 545) ed i calci d’angolo a favore (143 contro 105).

Un dato decisamente favorevole a Ylber Ramadani e compagni è quello del possesso «vinto» nella trequarti campo avversaria, che indica il numero di volte in cui una squadra recupera il pallone nella zona offensiva grazie a contrasti, intercetti o errori dei rivali. Ebbene, in questa speciale classifica il Lecce è addirittura al nono posto assoluto, con una media di 3,5 a sfida ed un totale di 599 contro la media di 2,2 della Cremonese ed un totale di 473. È dalla parte dei salentini anche il numero delle reti firmate su calcio piazzato. In questa graduatoria, i giallorossi sono settimi in assoluto con 10 (su 21) ed un xG di 9,6 contro 7 (su 26) degli avversari diretti, che hanno, in questo caso, un xG di 8,3. Come è in favore della formazione guidata da Di Francesco il numero dei tiri scoccati (312 contro 289).

La situazione si capovolge analizzando altri aspetti. La Cremonese ha effettuato più passaggi (12.028 contro 10.439), con una maggiore precisione (78% contro 75%) e vanta un migliore indice di conversione in gol (9% contro 7%), un possesso palla medio superiore (45,9% contro 41,8%) e una media più alta di conclusioni nello specchio della porta (3,2 a partita contro 2,3, percentuale realizzativa del 9% contro il 6,7%). Inoltre, i grigiorossi hanno avuto un maggior numero di «grandi occasioni» (situazioni in cui ci si aspetta realisticamente che un giocatore segni, come negli uno contro uno o nelle conclusioni ravvicinate, una misura della pericolosità offensiva e della creatività): 50 (con 26 reti) contro 36 (con 21 gol).

In relazione alla fase di non possesso, a dispetto degli «orrori» commessi nelle ultime uscite, il Lecce si è comportato sin qui meglio della Cremonese, che è al primo posto per numero di tiri concessi ai rivali (532 contro i 419 dei salentini, cifra che piazza Tiago Gabriel e compagni all’ottavo posto assoluto) ed al penultimo circa gli xG subiti (50,9, a fronte di 47 «centri» incassati, contro 49,1, con palloni 45 raccolti dal fondo della propria porta per i salentini.

L’undici giallorosso è avanti per altri dati che riguardano la fase difensiva: gli intercetti (222 contro 216), i contrasti (579 contro 473) e le «spazzate» (967 contro 915). Quest’ultimo aspetto ha una valenza positiva nell’ottica dell’allontanamento della sfera da una zona di campo «pericolosa» ma, al contempo, non garantisce di restare in possesso della palla o di passarla in maniera precisa ad un compagno.

La Cremonese ha incassato meno gol su calcio piazzato (8 contro 12, xG concessi 8,5 contro 11), mentre entrambe le compagini hanno mantenuto la porta inviolata in 8 circostanze.

L’estremo difensore dei grigiorossi ha dovuto compiere un maggior numero di parate rispetto a quello del Lecce: 128 contro 89 (media a match di 4 contro 2,8).

Lo schieramento lombardo è stato più «cattivo», a livello disciplinare, di quello salentino per falli commessi (443 contro 409), cartellini gialli (65 contro 53) e rossi (3 contro 2) rimediati.

Il Lecce stravince ed anzi doppia la Cremonese in un dato, quello della media spettatori nelle gare casalinghe: 25.589 contro 12.522.

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