punti di vista
Quando i bambini si riprendono gli spazi urbani per giocare
Quell’eversione civile e bellissima a Matera
Una rete tesa tra due alberi, come una parentesi di liberà primordiale, in un pomeriggio di fine inverno, ha rapito lo sguardo di abitanti culturali e turisti di passaggio nella città dei Sassi. Grazie a quel campo di pallavolo improvvisato, allestito dai ragazzini e dalle ragazzine di Matera, in Piazza San Francesco d’Assisi si è sentito per qualche ora il riecheggiare di risate, battute e palloni volanti. In barba ai vigili, ai custodi dell’ordine urbano, ai geometri comunali nostalgici, quello spazio monumentale per qualche ora è stato abitato dal gioco come una promessa di futuro.
C’è da dire che siamo fortunati perché capita spesso e in tutte le stagioni di vedere piccoli Ronaldo correre dietro a un pallone rotolante in pieno centro, dove ancora non campeggiano orribili divieti di gioco e minacce di multe. Tuttavia, pur nell’assenza di proibizione, quel gesto è apparso come un’eversione civile bellissima e di grande valore e potenza. A pensarci bene, loro sono le nostre piccole creature più preziose, cittadini attivi che non consumano passivamente la città ma la reinventano, la vivono, la curano più di noi adulti. Infatti, la presenza dei ragazzini di Matera nelle piazze allestite a campo da gioco restituisce la vita vera ai luoghi monumentali sempre più imbellettati per turisti.
Invece i ragazzini e le ragazzine di Matera, con scarpe da ginnastica e grazie al cielo senza occhi sui telefonini esplorano lo spazio urbano, restituiscono con la loro presenza l’appartenenza ai luoghi. E se gli spazi di aggregazione non esistono, loro li improvvisano, non per vandalismo ma per legittima difesa. Se in città il traffico, la privatizzazione degli spazi, la paura del rischio, la standardizzazione delle aree gioco, oggi rotte, dismesse o in restyling sono tutti ostacoli che impediscono ai ragazzini e alle ragazzine di Matera di vivere lo spazio pubblico, esperienze come queste, semplici e spontanee, diventano atti di cura in cui loro esercitano il sacrosanto diritto al gioco, che è un vero e proprio diritto urbano. Anche l’indagine fotografica sul degrado dei luoghi dell’infanzia a Matera, condotta nel 2025 dal collettivo di Prime Minister Basilicata, ha evidenziato le condizioni indecenti in cui riversano alcuni parchi e spazi pubblici che non rispondono ai bisogni di accessibilità e inclusività in città. Giochi divelti, incuria, mancanza di ombra, la qualità di questi luoghi è indicatore fondamentale di benessere di tutta la comunità. Sicuramente si sta lavorando per il ripristino di nuove pavimentazioni e nuove rampe nei luoghi preposti, ma nell’attesa, ben vengano le reti tese tra due alberi nel pieno centro cittadino, perché li, la piazza diventa viva, fa incontrare le differenze, e così non volano solo palloni, ma si rafforza l’idea stessa di comunità, il suo senso del possibile, il suo senso di futuro.