Punti di vista

La poesia libera riecheggia (ancora) tra i vicoli dell’isola

giuse alemanno

Quando la cultura non è spettacolo costoso

«Ascoltami, i poeti laureati/ si muovono soltanto tra le piante/ dai nomi poco usati …», così comincia ‘I limoni’ di Eugenio Montale. Un ragazzo già quasi uomo ha declamato questa poesia sui gradoni di Postierla Immacolata, tra i vicoli di Taranto Vecchia. Dotazione tecnica: microfono, mixer, diffusori sonori e l’ospitalità del GaTa, una galleria d’arte contemporanea. Una volta al mese, nell’ultimo mercoledì segnato dal calendario, questo rito collettivo che premia le parole si ripete. In tanti offrono i propri versi, traduttori di sensazioni. Una, ardita, anche il proprio silenzio. Non ha importanza se questo appuntamento rappresenti o meno l’evoluzione poetica della città che fu di Pierri, Carrieri, Spagnoletti, Fornaro e che ha ispirato le liriche più intense di Alda Merini. Colpisce che una offerta culturale nuda, senza orpelli, senza un bell’applauso per l’organizzazione, senza competizione e senza spese, incontri il favore di tanti giovani arrivati da ogni parte del mondo. Taranto, con la poesia, guadagna l’internazionalità. E Taranto Vecchia si trasforma in uno scrigno prezioso, contenitore di bellezza. Le elezioni amministrative si avvicinano e la loro incombenza pone interrogativi a cui servono risposte consapevoli. Conoscere, nei dettagli, quali interventi saranno programmati a favore della cultura è indispensabile. Stabilire le forme di promozione per Taranto Vecchia è irrimandabile. Troppe volte per cultura si è intesa la sua spettacolarizzazione. Costosissima, tra l’altro. Eventi elefantiaci nell’attuazione e microscopici nella ricaduta sociale. Le manifestazioni pubbliche con biglietti di ingresso superiori a 50 euro, non sono sociali. E nemmeno culturali. Per niente. Sono soltanto un sofisticato divertimento ad esclusivo appannaggio di chi se lo può permettere. Di chi strumentalizza le energie, le risorse e le provvidenze pubbliche per passeggiate in passerella. Per chi distribuisce ingressi di favore e poi si fa fotografare accanto all’artista di giro per acchiappare like sui social. Son tempi amari: le soglie dell’emergenza economica sono prossime a troppi. Alleviare le difficoltà altrui è compito di chi amministrerà il futuro delle nostre città. Tale obiettivo può essere raggiunto in molti modi. Uno è quello di dare esempio di austerità e di sensibilità sociale. Ci si salva tutti e tutti insieme. Primo Levi, nel suo ‘I sommersi e i salvati’, ammonì: le dinamiche che crearono i campi di concentramento nazisti e i gulag sovietici, possono replicarsi nei comportamenti della realtà quotidiana odierna. Escludere un bambino, appartenente a una famiglia che non può sottrarre denaro alle necessità quotidiane, da una proposta culturale pubblica, è un esempio di pessima interpretazione di cosa è una proposta culturale pubblica. I Goebbels e gli Zdanov ci han messo poco a far scuola.

Risuoni, quindi, ancora libera la poesia tra i vicoli di Taranto Vecchia.

Privacy Policy Cookie Policy