TARANTO - Una vita con l'aspetto di una donna e poi, sette anni fa, il passaggio all'altro sesso. Ma già da più di trent'anni, Michela non si sentiva più di appartenere a quell'involucro femminile. «La mia serenità interiore si è completamente raggiunta quando ho visto, finalmente, il mio corpo modellarsi così come avevo sempre voluto che fosse». È, forse, questo il passaggio del lungo colloquio con Michele Formisano che meglio di altri rende straordinario il suo messaggio. Straordinario inteso nel senso etimologico del termine, fuori dal comune. Michele, Miki per gli amici, prima era Michela. Aveva le sembianze di una donna ma dentro di sé era un giovane uomo. Michele quando si racconta, quando narra di quella ragazzina che non avrebbe mai voluto essere, ha uno sguardo carico d'intensità. Ed è il suo sguardo, i suoi occhi magnetici, a colpire l'interlocutore più della sua barba.
Il racconto di Michele, vicepresidente nazionale e presidente regionale di Nps (Network persone sieropositive), parte dalla sua adolescenza. È da lì che riavvolge il nastro. In quel periodo, Michela ha la certezza che quel corpo non le appartiene. Oggi, a 49 anni portati benissimo, ricorda quegli anni inquieti così: «Ebbi delle avvisaglie - racconta - già un po' di tempo prima ma poi ebbi la conferma. Soffrivo ad essere una ragazza esteriormente e mi sentivo solo perché mi chiudevo a riccio. Fu proprio - ammette - questa mia mancanza di identità sessuale a farmi entrare, purtroppo, nel mondo della tossicodipendenza. Mi rifugiai nella droga perché il dolore fisico che mi trasmetteva attutiva, facendo da cuscinetto, il mio dolore più grande, più devastante: quello interiore». In quegli anni, Michela conosce anche il carcere. Ne viene fuori grazie alla madre «che mi ha sempre sostenuto» e al Sert dell'Asl di Taranto.
Poi, una decina d'anni fa contatta l'Onig, Osservatorio nazionale sulle identità di genere. Va a Bari ed inizia un percorso psicologico che la prepara dapprima alla terapia ormonale e poi agli interventi chirurgici che lo fanno diventare Michele. Di quell'esperienza dice: «Avverti del dolore fisico che, però, è superato dalla gioia di vedere finalmente il tuo corpo modellato così come avresti sperato che fosse». Poi si completa anche dal punto di vista sentimentale. Conosce una ragazza. Si innamorano quasi subito ed ora convivono da undici anni.
La terza vita di Michele Formisano ha i contorni dell'impegno politico. Un mese fa, il neosegretario cittadino del Pd, Tommy Lucarella, l'ha nominato componente della segreteria. Si occuperà dei problemi della sfera dei diritti di gay, lesbiche, transgender. «Spero così di formare quella rete di protezione che da adolescente io non ebbi». Le sue proposte? «Rendere operativa una delibera approvata, nel 2010, dal Consiglio comunale di Taranto per istituire il Registro delle unioni civili e poi far sbloccare i 180mila euro per garantire il finanziamento regionale a quelle strutture che avviano il percorso per cambiare sesso».
















