l'intervista
Romito (Lega): «La festa techno a Genova? È costata un decimo del Bifest. In Puglia troppi sprechi per festival e fiere»
«Da tempo chiedo di mostrarmi i dati dell’impatto economico sul territorio di manifestazioni come il festival di cinema. Vinitaly? Un flop, molte aziende hanno disertato gli stand ufficiali. »
Fabio Romito, capogruppo della Lega in via Gentile, la Regione Puglia ha celebrato la propria presenza a Vinitaly come un successo per le cantine del territorio. Come stanno le cose?
«Ai pugliesi il Vinitaly è costato più di un milione di euro, e molte aziende vinicole pugliesi hanno disertato gli spazi ufficiali della Puglia per accasarsi altrove. Poi, come al solito, la sinistra pugliese - abituata alla narrazione epica tipica della propaganda - glissa senza raccontarci qual è stato l’impatto reale di questa edizione a fronte di una spesa così importante, superiore al milione di euro».
C’è un problema di sprechi?
«Vi racconto alcuni dati. Mentre si fa sempre più probabile l’aumento dell’Irpef per coprire il disavanzo sanitario, togliendo altri soldi ai pugliesi e portando ai massimi consentiti dalla legge la pressione fiscale, la Regione spende un milione di euro per il Bifest, quasi 2,5 per Medimex e oltre un milione per Vinitaly. Quasi 5 milioni di euro in meno di un mese per “feste e fiere”, mi dica lei se è una cosa normale».
Sulla cultura?
«Anche qui vorrei fare una riflessione. Da tempo chiedo di mostrarmi i dati dell’impatto economico sul territorio di manifestazioni come il Bifest. Quanti turisti alloggiano a Bari? Quanti appassionati del cinema arrivano in Puglia dal resto d’Europa? Quanto pesa l’impact factor sui social in Italia e nel mondo per il Bifest?».
Il sindaco di Genova Silvia Salis ha fatto un evento con la dj Charlotte de Witte.
«A Genova un evento costato quasi un decimo del Bifest ha portato in piazza quasi 20mila persone portando la città fra i trend topic della settimana. Mi pare che soffriamo ancora un po’ troppo di provincialismo. Portare a cinema qualche appassionato o regalare passerelle random con i soldi dei pugliesi non mi sembra un buon affare».
Ci sono consulenze per decine di migliaia di euro anche in questo nuovo corso dopo Emiliano, a cominciare proprio da quella per l’ex governatore?
«La consulenza più salata è proprio quest’ultima. Un pasticcio di cui avremmo fatto volentieri a meno. Occorre impedire che anche nelle Agenzie e Aziende partecipate si continui a utilizzare il bancomat pubblico per consulenze e incarichi ai soliti noti, o peggio che si ricorra al lavoro interinale. Bene la direttiva di Davide Filippo Pellegrino, io continuerò a vigilare».
Intanto c’è il buco della sanità: non si comprende chi interverrà e come sarà colmato. Aumenti delle tasse in arrivo?
«Purtroppo credo che sia esattamente questo il piano della sinistra. Come al solito, poi, la colpa provano a scaricarla ad altri, in questo caso al governo nazionale. Peccato che i dati dicano esattamente il contrario. L’esecutivo Meloni ha dato più risorse alla Puglia in questi ultimi anni, finiti però fra sperperi e un management apicale spesso impreparato e scelto per esclusivi meriti politici».
C’è l’occasione dei fondi Pnrr su case e ospedali di comunità. Sarà colta per migliorare il diritto alla Salute in Puglia?
«Anche qui spero di essere smentito dai fatti, ma Agenas ha lanciato l’allarme da molto tempo sullo stato di avanzamento dei lavori per la realizzazione di opere così straordinariamente importanti per i pugliesi. Ad oggi dei più di 120 interventi neppure il 10% è entrato in esercizio. Qui a chi daranno la colpa?»
Il mondo imprenditoriale ha rilevato crescenti incertezze nel rapporto con la Regione dopo lo stop a Pia e Mini-Pia. Come superare l’impasse?
«Utilizzando meglio queste preziosissime risorse di cui la nostra Regione è stata dotata per sostenere crescita e sviluppo. Il mondo delle imprese ha bisogno di certezze per poter programmare investimenti e garantire crescita economica e occupazione. In troppi aspettano ancora le risorse loro dovute, mettendo in affanno la nostra economia, già duramente provata dal contesto internazionale. Anche nell’impiego di queste risorse, poi, bisogna essere attenti. Quante masserie sono state vendute e acquistate a prezzi fuori mercato? Abbiamo la fortuna di avere al posto giusto tecnici preparati e competenti, sono le regole ad essere alle volte poco serie».