la sentenza
«Le nomine clientelari di Emiliano», annullata condanna a ex consigliere. La Cassazione: è critica politica
Cancellata la sentenza per diffamazione nei confronti dell'ex grillino Mario Conca: aveva commentato in modo aspro le scelte dell'ex governatore sull'Acquedotto pugliese. I giudici: in quelle parole non c'è dolo
Nelle opinioni (aspre) che Mario Conca aveva espresso nei confronti dell’allora governatore Michele Emiliano in relazione alle nomine in Acquedotto Pugliese non è ravvisabile il dolo. La Cassazione (Quinta sezione) ha infatti annullato senza rinvio la condanna riportata dall’ex consigliere regionale «perché il fatto non costituisce reato», riconoscendo - ma la conferma si avrà solo con le motivazioni - che si trattava di critica politica.
A marzo dello scorso anno la Corte d’appello aveva confermato la condanna a sei mesi (più i danni e le spese legali) che il Tribunale di Bari aveva inflitto a Conca nell’aprile 2024 per le affermazioni contenute in un post (circolato anche su Facebook e Whatsapp) in cui l’ex consigliere commentava i contenuti di un articolo di giornale relativo alle nomine. «Prima Di Cagno Abbrescia alla presidenza (...) ma Aqp è una società di servizi per pugliesi oppure è un incubatore di accordi politici trasversali al servizio di Emiliano? (...) Continuano le nomine clientelari a danno della collettività?», scriveva Conca riferendosi anche alle scelte relative ad alcuni dirigenti...