L'allarme

Puglia, nei conti della sanità buco da 460 milioni. L'ipotesi: aumentare l'Irpef e tagliare reparti

massimiliano scagliarini

Scatta l'allarme dopo i preconsutivi 2025: metà del deficit è dovuto alle Asl di Bari, Brindisi e Foggia. La Regione costretta a studiare le contromosse

Nel 2025 le aziende sanitarie pugliesi hanno prodotto un buco da 460 milioni di euro. Il dato è grezzo, e dunque suscettibile di variare per effetto delle operazioni di consolidamento. Ma quello che emerge dai preconsuntivi è una situazione disastrosa, cui la Regione dovrà mettere riparo anche con soluzioni drastiche: una nuova «razionalizzazione» della rete ospedaliera, che vuol dire chiusure di reparti e forse di piccoli ospedali, e probabilmente anche con incrementi dell’addizionale Irpef.

Il Piano straordinario per il taglio delle liste d’attesa in questi mesi ha fatto passare in secondo piano le questioni strutturali della sanità pugliese. Sono tutte emerse, nella loro drammaticità, nelle riunioni tecniche di venerdì scorso. Nella prima, in cui l’assessore alla Salute, Donato Pentassuglia, ha riunito direttori sanitari e primari dei Pronto soccorso, hanno molto colpito le lacrime del direttore del «Perrino» che ha confessato di non avere il personale necessario per coprire i turni di marzo. Nella seconda riunione con i tecnici del Dipartimento, i direttori delle Asl hanno invece sciorinato i numeri del 2025. Ed è calato il gelo.

A fronte di una perdita di 460 milioni, ottenuta come somma delle perdite delle singole Asl al quarto trimestre 2025 e quindi al lordo del consolidamento, spicca il rosso da 210 milioni della Asl Bari che nell’anno elettorale ha battuto ogni record. Insieme alla Asl Brindisi, che ne ha persi 67, e alla Asl Foggia, che ha perso altri 60 milioni, queste tre Asl hanno totalizzato più di metà della perdita complessiva...

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