il fatto
Aqp, il pasticcio dei due direttori: il consiglio «di transizione« per ora ha solo aumentato i costi
Il governatore Decaro: «Abbiamo aperto la gestione dell’Acquedotto pugliese al governo e ad una rappresentante comunale». L'attesa del completamento del trasferimento del 15% delle azioni ai Comuni
L’obiettivo pareva condivisibile, nominare un consiglio «di transizione» chiamato a gestire l’Acquedotto Pugliese in attesa del completamento del trasferimento del 15% delle azioni ai Comuni. Ma la realtà dei fatti dice altro. Come presidente e direttore generale è stato scelto Roberto Venneri, dirigente di InnovaPuglia ed ex direttore del gabinetto della presidenza della Regione, affiancato dall’avvocato Luciano Ancora, rappresentante di Palazzo Chigi, e dalla sindaca di Bitetto Fiorenza Pascazio, presidente dell’Anci, come rappresentante dei Comuni. Rimarranno in carica per 12 mesi, il tempo necessario a completare il procedimento per assegnare ai Comuni il 15% delle azioni, condizione necessaria per conservare (dal 1° gennaio 2026 e fino al 2045) la gestione pubblica dell’acqua in Puglia. I Comuni, riuniti in un nuovo soggetto di coordinamento (la «società veicolo, ancora da perfezionare), devono singolarmente sottoscrivere le convenzioni per il trasferimento gratuito delle azioni: le loro decisioni avranno poi valore vincolante per il cda di Aqp in cui poi nomineranno due componenti sui sette previsti dal nuovo statuto della società. Il consiglio di amministrazione di Acquedotto è scaduto nell’estate 2024 ed è stato in proroga per più di un anno.
«Abbiamo aperto la gestione dell’Acquedotto pugliese al governo e ad una rappresentante comunale – ha detto il neo governatore Antonio Decaro -. La scelta di nominare un dirigente del gruppo Regione, e dei Comuni di nominare la presidente regionale di Anci Puglia, chiarisce come questo consiglio di amministrazione sia a termine e fino alla definizione del nuovo assetto societario».
Ma a pochi giorni dalle nomine, emergono le prime anomalie relative alle deleghe assegnate e ai relativi costi per l’Aqp. Accanto al neo direttore generale Roberto Venneri, c’è infatti – organigramma alla mano – il direttore operativo Francesca Portincasa, già direttore generale dal dicembre del 2021 di Aqp (e come tale indicata sul sito della società) con una retribuzione di 150mila euro annui (più 40mila euro come indennità di risultato), somma a cui va aggiunta la retribuzione garantita a Venneri.
Sarà pure transitoria e a termine ma la nuova governance di Aqp al momento si distingue per la lievitazione dei costi.