politica

Regione, in Forza Italia il nodo del capogruppo: la sfida tra Mazzotta e Lobuono

michele de feudis

Domani 29 gennaio la riunione del gruppo consiliare: in pole il consigliere uscente, per l’imprenditore barese possibili ruoli nel partito

Lo scacchiere dei capigruppo di centrodestra - ci sono già Paolo Pagliaro per Fdi e Fabio Romito per la Lega - si completerà domani con l’elezione di quello azzurro: i cinque consiglieri regionali berlusconiani si riuniranno nel Palazzo del Consiglio per scegliere il proprio leader nell’aula di via Giovanni Gentile e per stabilire chi andrà a ricoprire l’incarico di segretario d’aula. Tra gli azzurri ci sono candidature e auto-esclusioni: sarebbe disponibile a fare il capogruppo il candidato governatore Luigi Lobuono, mentre ha dichiarato la sua indisponibilità il neoeletto barlettano Marcello Lanotte. L’incarico di guida della pattuglia forzista richiede una conoscenza enciclopedica di regolamenti e dinamiche politiche del Consiglio, oltre che una memoria storica delle battaglie del centrodestra e delle posizioni che hanno caratterizzato l’opposizione dei conservatori ai macro-temi del campo progressista, dalle giunte Vendola a quelle di Emiliano.

Una soluzione mediana potrebbe essere quella rappresentata della continuità: il ruolo potrebbe essere ricoperto da Paride Mazzotta, già capogruppo nella legislatura uscente, nonché il consigliere più votato di Forza Italia nelle sei province. In questo caso per Lobuono si aprirebbero le porte di una valorizzazione nel partito che nelle prossime settimane si appresta a vivere una cruciale stagione congressuale, nella quale la leadership di Antonio Tajani sarà accompagnata da una fase di rinnovamento.

Il secondo nodo da sciogliere per i berlusconiani è quello del segretario d’aula (posizione che spetta all’opposizione): qui ci sono due candidature, quella di Paolo Dell’Erba e quella di Massimiliano Di Cuia. Nei confronti di quest’ultimo, però, potrebbero pesare le ruggini con il collega Lanotte, in quanto è in corso una inchiesta nella quale il politico tarantino è indagato per presunte irregolarità risalenti alle politiche del 2022 (costarono il seggio al barlettano): con questo clima gelido nel gruppo, l’ipotesi di una valorizzazione di Dell’Erba sarebbe la scelta meno divisiva.

I forzisti, poi, dovranno scegliere i propri componenti nelle commissioni permanenti: Mazzotta sarà riconfermato in quella che si occupa di Sanità, mentre Lobuono sarebbe il componente più a suo agio in quella che si occupa di Sviluppo economico.

Nel centrodestra, inoltre, c’è sempre un po’ di fibrillazione per la settima commissione, quella che si occupa di Affari istituzionali e quindi della revisione dello Statuto regionale e della legge elettorale. La Lega la vorrebbe per Gianfranco De Blasi, avendola avuta la passata consiliatura per Joseph Splendido, ma i meloniani - forti degli undici eletti - la reclamano per un esponente della destra. Questa commissione, infatti, avrà nei prossimi mesi una notevole visibilità perché affronterà temi roventi come quelli legati alla possibilità di nominare più di due assessori esterni, nonché di revisionare le norme che regolano la ripartizione dei seggi (l’attuale normativa, anche questa volta, ha generato una serie infinita di incongruenze, ricorsi e contestazioni). Fdi, infine, chiede anche la presidenza della commissione regionale antimafia (nel mandato terminato a novembre guidata da Renato Perrini, che questa volta ambisce a fare il vicepresidente del Consiglio). Tra i papabili per un incarico istituzionale, nella Fiamma, ci sono Tommaso Scatigna (molto vicino al ministro Francesco Lollobrigida e al sottosegretario Marcello Gemmato) e Luigi Caroli (fittiano). 

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