Le nomine

Regione Puglia, nomine in Consiglio: il Pd blinda Matarrelli e Minerva

michele de feudis

L’ex sindaco di Mesagne sarà presidente del Consiglio. Si tratta sulle commissioni. L’avvio dei lavori legislativi avverrà di lunedì per gli impegni del governatore a Bruxelles dove c’è il passaggio di consegne per la Envi

Dalla prossima settimana entra nel vivo la partita politica nel centrosinistra per definire i capigruppo e il presidente del Consiglio regionale. Lunedì mattina, nel Palazzo del Consiglio in via Giovanni Gentile, si riunirà il gruppo del Pd per dibattere sia dell’individuazione di chi guiderà la pattuglia dem, sia della proposta che il partito farà agli alleati per la guida dell’assemblea legislativa.

Nei giorni scorsi, dopo l’ufficializzazione della giunta, sono emersi i primi sotterranei scontenti per le designazioni del governatore Antonio Decaro, soprattutto tra i dem salentini (in primis Stefano Minerva e Loredana Capone). Tra gli elementi di riflessione ci sono sia la rappresentanza territoriale del Pd che la mancata parità di genere nella giunta (che ha sei uomini e quattro donne). Tutti, a partire dal presidente, sono interessati a far rientrare eventuali malesseri nell’individuazione delle prossime cariche per l’aula e per le commissioni (ai dem ne dovrebbero andare addirittura quattro).

Al posto di Loredana Capone, presidente nell’ultimo mandato del governatore Michele Emiliano, dovrebbe andare Toni Matarrelli, ex sindaco di Mesagne, espressione della corrente Energia popolare, forte di un risultato lusinghiero nella provincia di Brindisi. Inizialmente lo stesso Decaro, secondo alcune indiscrezioni, avrebbe pensato a quel ruolo per Francesco Paolicelli, ma il politico di Altamura ha preferito giocarsi la partita (poi vinta) per un assessorato, quello all’Agricoltura, dopo aver guidato la commissione consiliare legata al medesimo settore per cinque anni. Matarrelli, già parlamentare e consigliere regionale, nonché presidente della provincia, ha l’esperienza giusta per guidare l’aula, ma sfaserebbe la rappresentanza di genere. Al suo posto c’è un'opzione rosa? La Capone si sarebbe tirata indietro, mentre le altre colleghe del gruppo Pd, Rossella Falcone e Isabella Lettori, sono al primo mandato e non avrebbero la necessaria conoscenza di regolamenti e liturgie per svolgere al meglio un ruolo delicato. La compensazione rosa, quindi, potrebbe arrivare con le presidenze di Commissione (quella sulla Sanità, Bilancio, Agricoltura e Sviluppo economico sono le più ambite)...

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