il mercato immobiliare

Puglia, riparte la corsa al mattone: compravendite in crescita del 6,4%, spicca Taranto

Gianpaolo Balsamo

Lecce segue con un +7,2%, consolidando un trend positivo ormai strutturale, alimentato anche dalla domanda legata al turismo e alle seconde case. Più contenuta, invece, la crescita di Bari, che si ferma a +1,5%

Il mercato immobiliare pugliese torna a muoversi, ma senza strappi. Nel 2025 le compravendite residenziali segnano un incremento del 6,4%, un dato positivo che conferma l’uscita dalla fase di stagnazione ma che colloca la regione solo al 15° posto nella classifica nazionale per variazione percentuale.

Un segnale di ripartenza, dunque, che va letto con attenzione e con uno sguardo attento alle differenze territoriali. A fare il punto è Alessandro Ghisolfi, responsabile del Centro Studi di Abitare Co (da quasi 30 anni protagonista del «real estate» italiano con una particolare attenzione all’edilizia residenziale e di nuova costruzione): «Il +6,4% della Puglia nei primi nove mesi del 2025 conferma un mercato in movimento, ma con una crescita più ponderata rispetto ad altre regioni». Un’andatura meno impetuosa, che riflette un contesto economico ancora in fase di assestamento e una maggiore selettività da parte di acquirenti e investitori.

L’analisi per capoluogo restituisce un quadro articolato. A spiccare è Taranto, che registra un aumento delle compravendite del 15,4%, il dato più alto in regione. Un risultato che sembra indicare una rinnovata attrattività del mercato locale, sostenuta da interventi di riqualificazione urbana e da un rinnovato interesse per aree fino a poco tempo fa considerate marginali.

Lecce segue con un +7,2%, consolidando un trend positivo ormai strutturale, alimentato anche dalla domanda legata al turismo e alle seconde case. Più contenuta, invece, la crescita di Bari, che si ferma a +1,5%.

«I mercati più maturi - spiega Ghisolfi - tendono a registrare variazioni percentuali meno “esplosive”, perché partono da volumi già elevati». Il capoluogo regionale resta centrale per numero di transazioni e valore degli immobili, ma mostra segnali di stabilizzazione più che di espansione. Anche Brindisi e Foggia crescono, rispettivamente del 3,2% e del 2,9%, confermando un andamento moderatamente positivo ma senza accelerazioni significative.

Nel complesso, la Puglia appare come un mercato in transizione, dove la ripresa è reale ma procede a velocità differenziate. Secondo Ghisolfi, «si tratta di un mercato che torna a muoversi rispetto al 2024, mostrando un clima più favorevole, ma con scelte più mirate». Pesano fattori come il miglioramento delle infrastrutture, l’interesse per immobili più efficienti dal punto di vista energetico e una domanda che privilegia qualità e localizzazione rispetto alla semplice opportunità di prezzo.

A livello nazionale, l’Italia ha totalizzato 548.287 compravendite nei primi nove mesi del 2025, con una crescita del 9,1% su base annua. La Puglia cresce meno della media, ma il segnale resta incoraggiante. La ripartenza c’è, anche se richiede prudenza, analisi e strategie sempre più calibrate.

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