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Regione, la «road map» di Decaro tra sanità e Giunta. Restano i nodi Emiliano e Cinque Stelle

michele de feudis

Ieri in presidenza riunione con Montanaro, Bisceglia e l’ex assessore Piemontese. Le linee di lavoro sono due

Una road map tra focus Sanità e contatti per la definizione della nuova giunta: Antonio Decaro è arrivato ieri nel primo pomeriggio nel Palazzo della presidenza e le luci sono rimaste accese fino a tardi. Le linee di lavoro sono due. Una è quella legata alla Sanità: nelle ultime ore si è dedicato a preparare la posizione della Puglia sul Dl del governo che riorganizzerà il Servizio sanitario nazionale (comani c’è la commissione nazionale sanità). Tra gli incontri tenuti, c’è stato un confronto con il capo dipartimento Salute Vito Montanaro, Lucia Bisceglia dell’Aress e Raffaele Piemontese, assessore uscente alla Sanità. Con quest’ultimo non si può escludere che si sia parlato anche del nodo politico delle prossime nomine.

Sulla possibile risoluzione della querelle legata all’ingresso o meno del presidente uscente nella nuova giunta la linea dell’entourage decariano è quella delle «bocche cucite». Dopo tanta insistenza l’unica formula che viene fuori è questa: «Se ne occupa direttamente Decaro». Qualcuno aggiunge: «La soluzione sarà di Antonio e Michele». Quello del predecessore, però, è il nodo che può - se sbloccato - favorire un effetto Domino, facilitando il quadro complessivo della giunta.

La rappresentanza nell’esecutivo della provincia leccese sarà una chiavi per interpretare i nuovi equilibri. Qui la lista del presidente propone Silvia Miglietta, già assessore al Welfare con Carlo Salvemini a Palazzo Carafa, mentre il Pd ha due big come Stefano Minerva e Loredana Capone (vicepresidente dell’assemblea nazionale del partito).

Francesco Paolicelli, più votato nel Barese, ha l’esperienza per guidare l’assessorato all’Agricoltura, ma potrebbe andare a fare il presidente del Consiglio regionale, luogo strategico per la gestione dei percorsi legislativi. Donato Pentassuglia è una certezza (alla Sanità), al pari di Debora Ciliento. Scalpitano per la questione rosa anche Elisabetta Vaccarella e Rossella Falcone (che andrebbe in giunta in caso di esclusione di Raffaele Piemontese).

Mario Turco, vicepresidente nazionale, con la Gazzetta tende a evidenziare la soddisfazione per il risultato ottenuto nelle urne e lo spirito di collaborazione con Decaro, ma i quattro eletti (Maria La Ghezza, Rosa Barone, Cristian Casili, e Annagrazia Angolano) scalpitano per un assessorato. L’ex sottosegretario si spiega così: «Attendiamo con fiducia le decisioni del presidente Decaro, nella convinzione che possa aprirsi un nuovo percorso politico, capace di coinvolgere tutte le forze progressiste, con l’obiettivo di dare risposta alle questioni rimaste in sospeso: a partire dalla sanità, passando per lo sviluppo economico, fino al sostegno concreto alle giovani generazioni». Non ci sono pretese o spartiacque? «Come Movimento abbiamo avanzato richieste precise, avviando interlocuzioni sui temi, sulle soluzioni e sul contributo che intendiamo dare in questa nuova fase politica. Non stiamo discutendo di nomi per la giunta. Riteniamo che i tempi siano maturi per le nomine. Riponiamo piena fiducia nel presidente».

Sulla collocazione del governatore uscente, invece, Turco è netto: «Si tratta di una scelta che spetta esclusivamente a Decaro». Poi però precisa qualcosa di più di un monito: «Noi abbiamo chiesto con chiarezza un segnale di cambiamento e di discontinuità». Di sicuro però non ci saranno strappi: «Abbiamo quattro consiglieri regionali - argomenta il politico ionico - un risultato che in pochi si aspettavano. Saremo una parte attiva e responsabile di questa nuova fase, lavorando per costruire una sintesi sui contenuti e sulle priorità programmatiche della maggioranza, coerentemente con il nostro programma elettorale». Le divergenze con gli alleati, però, sono già emerse nelle amministrative, in primis a Taranto, e nella gestione dell’emergenza Ilva: «Abbiamo sottoscritto un programma con Decaro. Sull’acciaieria continueremo a insistere per la chiusura delle fonti inquinanti e, oggi, soprattutto per la messa in sicurezza degli impianti. Il tempo del cordoglio è finito. Attendiamo risposte concrete dal governo Meloni sul futuro non solo dello stabilimento ma soprattutto sulla riconversione economica, sociale e culturale di Taranto. Basta con la fabbrica della morte: una scelta inaccettabile, che va contrastata tutelando salute e dignità».

I vendoliani hanno scelto di indicare solo «compagni di partito», già in prima linea nella campagna elettorale: per la questione di genere sono favorite Ines Pierucci e Anna Grazia Maraschio, ma qualcuno non esclude l’ipotesi di Gano Cataldo. In «Per» tra i quattro eletti, potrebbe pesare la composizione degli equilibri territoriali. La lista decariana ha due frecce: Grazia Starace (per Turismo e Cultura) e la Miglietta (al Welfare).

Chi ha incontrato Decaro nelle ultime ore riferisce di una voglia fortissima di accendere i motori dell’avventura amministrativa. «Entro 24, massimo 48 ore, la giunta sarà ufficializzata», dicono. Vedremo.

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