Preoccupazione dei sindacati
Melfi, Stellantis riapre il terzo turno nello stabilimento. Ma l’indotto trema
Evangelista (Fim Cisl): «Molte aspettative legate alle vendite della nuova Jeep Compass». Capocasale (Fismic): per incrementare i volumi non basta avere i modelli ma servono motorizzazioni
Un anno partito sotto i migliori auspici. Per Stellantis il 2026 si è aperto con una crescita media del settore dell’11,8%. Una buona notizia che si somma alla crescita complessiva delle immatricolazioni di auto in Italia salite del 6,2% rispetto all’anno precedente. Eppure in Basilicata poche ore dopo l’ufficializzazione di questi dati a farla da padrone è l’allarme per il futuro di una nuova azienda dell’indotto di San Nicola di Melfi: la Snop Automotive. Ieri, infatti, l’amministratore delegato dell’azienda ha annunciato che «al netto delle lavorazioni legate alla nuova Jeep Compass appena avviata presso lo stabilimento di Melfi e delle future vetture che saranno prodotte nello stesso sito, non risultano assegnate ulteriori commesse allo stabilimento Snop».
Con questo scenario, quindi, l’azienda non è in grado di assicurare «una saturazione dell’attuale forza lavoro» composta di circa 90 addetti. Con tutto quello che questo significa in termini di occupazione e di prospettiva futura per i lavoratori e le loro famiglie.
«È una buona notizia che nel mese di gennaio 2026, il gruppo Stellantis ha registrato in Italia una performance migliore rispetto all’andamento complessivo del mercato automobilistico, a cui in Basilicata si somma anche la notizia del ritorno, a partire dal 10 febbraio, del terzo turno in alcuni reparti dello stabilimento Stellantis di Melfi, insieme ad un primo aumento dei volumi produttivi. Molte sono le aspettative legate alle vendite della nuova Jeep Compass» sottolinea Gerardo Evangelista, segretario regionale della Fim Cisl, che, però, nello stesso tempo, non nasconde i timori per l’indotto (aspetto che sarà approfondito venerdì nel direttivo regionale dei delegati di Stellantis e dell’indotto). «È forte la preoccupazione per la situazione delle aziende dell’indotto: oltre alle vertenze già aperte – come Pmc, Brose e Tiberina – si è aperta anche la crisi della Snop di Melfi» evidenzia l’esponente della Fim Cisl. «È necessario che la salita produttiva dello stabilimento Stellantis agganci l’indotto, che è il nostro problema, quello reale che abbiamo. Ecco perché si deve attenzionare in modo pratico l’indotto. Ora servono fatti per aziende come Snop, Tiberina e Marelli che con le commesse in essere non saturano la forza lavoro» commenta Marco Lomio, segretario regionale della Uilm.
Una voce la sua che è quella degli altri esponenti sindacali. Se, infatti, il Gruppo Stellantis non punta solo alle vendite, ma in questo 2026 metterà su tavolo anche i nuovi modelli con la produzione della Nuova Fiat 500 ibrida a Mirafiori (con un secondo turno e 400 nuove assunzioni) ed a Melfi la produzione della nuova Compass, i rappresentanti dei metalmeccanici puntano dritti alle prospettive occupazionali. «È inaccettabile che uno stabilimento strategico come Snop Melfi continui a vivere in una condizione di incertezza, senza una prospettiva industriale definita e senza un piano chiaro di assegnazione delle commesse future. La cassa integrazione in scadenza a marzo rappresenta l’ennesima soluzione temporanea che non può sostituire una vera strategia industriale. Eventuali proroghe non risolvono il problema di fondo: l’assenza di una visione sul medio-lungo periodo» sottolineano i segretari dell’Uglm di Basilicata.
A puntare l’attenzione sui nuovi modelli è il segretario generale della Fismic, Pasquale Capocasale, secondo cui «il recupero delle quote di mercato ed i primi 5 posti tra i modelli più venduti sono una buona notizia». «Il problema è che non si tratta di un dato definitivo. Stellantis non ha un problema di modelli ma di motorizzazione – continua l’esponente sindacale – È evidente, però, che se non incrementiamo i volumi l’indotto non si può riprendere e per incrementare i volumi non basta avere i modelli ma servono motorizzazioni. Questo è la missione che Stellantis deve portare avanti».