Nel Potentino
Melfi, Stellantis piomba nel buio: area industriale senza luci. E nessuno interviene
I sindacati: «I lavoratori hanno il diritto di rientrare a casa sani e salvi». Scarsa sicurezza per gli operai
Sembrava che tutto fosse stato risolto. Ma alla prima segnalazione del 13 luglio scorso ne sono seguite altre. Il problema della scarsa illuminazione nell’area industriale di Melfi, dove si trova anche lo stabilimento Stellantis, si ripresenta puntualmente. E ne fanno le spese soprattutto i lavoratori dei turni serali e notturni, alle prese con strade piombate nel buio con conseguenti condizioni di scarsa sicurezza. Non a caso, in pochi mesi si sono verificati 15 incidenti stradali, uno dei quali è costato la vita a un’operaia dell’indotto dello stabilimento Stellantis. I lavoratori e i sindacati tornano a invocare il ripristino delle minime condizioni di sicurezza, intervenendo una volta per tutte sull’efficienza dell’impianto di illuminazione. Stellantis, in particolare, ha più volte alzato la voce lamentando l’abbandono dell’area in cui opera e chiedendo interventi urgenti almeno per risolvere la questione della visibilità notturna. Azienda e sindacati parlano (una volta tanto) la stessa lingua, perché la richiesta è univoca. La Uilm denuncia l’«abbandono della zona industriale» e punta il dito contro il gioco dello scaricabarile sulle responsabilità: l’Asi (Consorzio industriale di Potenza in liquidazione) chiama in causa il suo erede, l’Apibas che, però, si dichiara ancora non pronta alla gestione delle aree. O meglio, non avrebbe ancora il via libera per caricarsi il peso della manutenzione delle zone industriali. Ed è quanto ha scritto l’amministratore Apibas Luigi Vergari in risposta a una nota di Stellantis. La competenza, insomma, è ancora dell’Asi che, evidentemente, in pieno regime di liquidazione e con i conti da mettere a posto è in tutt’altre faccende affaccendato, lasciando al proprio destino le aree industriali.
Tra i due litiganti il terzo... soffre. Gli operai non ci stanno più ad assistere a rimpalli di responsabilità: «Oggi - tuona Giorgia Calamita, segretaria regionale della Fiom Cgil di Basilicata - la zona industriale melfitana versa in uno stato di abbandono terribile, manca ancora l’illuminazione, nonostante tante furono le promesse al momento dell’incidente mortale della lavoratrice dell’indotto Stellantis». Il sindacato dei metalmeccanici si rivolge alla Regione, alla protezione civile, all’ispettorato del lavoro, al prefetto di Potenza, Michele Campanaro, a Confindustria e alla Stellantis perché intervengano urgentemente «per garantire la sicurezza e la vita delle persone che si recano nei luoghi di lavoro e che hanno il diritto di ritornare a casa e dalle loro famiglie sani e salvi». Nel sostenere che «gli operai vanno rispettati», Calamita rivendica la «necessità di investire sulla sicurezza delle persone perché questo è un diritto costituzionale. Bisogna - sottolinea la rappresentante sindacale - passare dalle promesse ai fatti, diversamente non ci fermeremo alle denunce, ma metteremo in campo ulteriori iniziative sindacali con il coinvolgimento di tutti i delegati e i lavoratori dell’area industriale di Melfi, affinché vengano predisposte tutte le misure necessarie a rendere sicura la vita delle persone».
Spettatore interessato di quanto sta accadendo è il sindaco di Melfi, Giuseppe Maglione: «Più che premere sulla Regione non possiamo fare. In questa fase di passaggio di consegne tra Asi e Apibas sono scadute le convenzioni con le ditte che si occupavano della manutenzione di verde, strade e luci. In pratica ora non c’è nessuno che interviene. Se l’impianto va in tilt per un qualsiasi motivo, anche banale, come può essere un improvviso abbassamento della tensione, resta fuori uso. Abbiamo - conclude il sindaco - sollecitato una rapida soluzione. Confido che a breve sarà inviata una squadra di tecnici per ripristinare l’impianto».