Oggi nel mondo, il 30% dell'energia è nucleare e con Kyoto, ha aggiunto Scaroni, l'atomo «diventa un atout importante perché si tratta di una produzione zero emission's'. Quanto alla possibilità di un ripensamento del nucleare in Italia, per Scaroni il problema non è quello di avviare un dibattito e in che tempi ma «di chi vuole questi impianti. Il problema dei siti non è da poco in un paese dove si riesce a fare un inceneritore o una linea dell'alta tensione». Anche per il presidente Piero Gnudi «il nucleare non è un tabù e l'Italia non può sottrarsi al dibattito, ma trovare un sito non sarebbe facile in Italia».
1 MLD DI INVESTIMENTI PER MOHOVCE
Sul nucleare slovacco, la SE investirà circa 1 miliardo di euro in particolare per completare un nuovo reattore in costruzione a Mohovce. «Non sarà Enel a investire, ma la Slovenske elektrarne ha precisato Scaroni». Quanto ai rischi, sulle centrali slovacche è stata svolta un'"approfondita due diligence che ha confermato quanto già affermato da importanti istituzioni internazionali, ovvero la buona qualità degli impianti di SE in termini di sicurezza, operatività e prospettive di vita futura».
L'Enel sottolinea inoltre che la WENRA - associazione EU Autorità Regolatorie Nucleari - ha dichiarato «le procedure di esercizio degli impianti SE sono analoghe a quelle dell'Europa Occidentale». Da parte degli ambientalisti non sono mancate perplessità ma l'Enel sottolinea che «le raccomandazioni di varie missioni internazionali - AIEA,WANO- per migliorare la sicurezza sono state tutte applicate».
Inoltre, afferma ancora il Gruppo guidato da Palo Scaroni, «l'autorità nucleare, UJD, responsabile della sorveglianza- è competente ed efficiente; le regole e il quadro istituzionale sono coerenti; le strutture per l'immagazzinamento dei residui radioattivi e del combustibile irradiato sono disponibili e sarà compito dello Stato avviare un progetto per definire il deposito geologico finale».
Enel sottolinea inoltre che tutti i sei reattori di SE sono del tipo VVER 440 ad acqua leggera pressurizzata (PWR, filiera russa), totalmente diversi da quelli del tipo RMBK (Chernobyl). Per i primi due dei 6 reattori di SE (EBO V1) appartenenti alla prima generazione della filiera VVER (440-230) si è deciso lo spegnimento anticipato al 2006/08 nei negoziati per l'ingresso nella Ue: Enel non acquisterà questi reattori ma ritirerà l'energia prodotta finché saranno in funzione.
Gli altri 4 reattori (EBO V2 ed EMO 12) appartengono alla seconda generazione dei VVER (440-213); sono stati giudicati dall'IAEA, l'Agenzia Internazionale per l'energia nucleare di Vienna, in linea con i criteri di sicurezza occidentali e sono gestiti e mantenuti con standard di efficienza e prestazioni superiori alla media.
SE possiede inoltre altri 2 reattori dello stesso tipo (EMO 34), la cui costruzione è stata sospesa per mancanza di fondi nel 1991; sul loro eventuale completamento Enel si è impegnata ad effettuare uno studio di fattibilità tecnico-economico.
















