Il raid
Si allarga la guerra in Medio Oriente, l’Iran: «Non negozieremo con gli Usa». Trump: «Li stiamo massacrando, presto una grande ondata»
Israele e Stati Uniti intensificano i bombardamenti sul territorio iraniano mentre Hezbollah lancia missili e droni nel nord di Israele, segnando una nuova fase del conflitto regionale.
La tensione in Medio Oriente raggiunge livelli mai visti da anni. Nelle ultime 48 ore, Israele ha lanciato oltre 2.300 munizioni sull’Iran, concentrandosi su obiettivi strategici a Teheran, tra cui il quartier generale politico, le sedi della pubblica sicurezza, stazioni di polizia e sistemi antiaerei. La capitale iraniana è rimasta senza corrente e l’esercito israeliano ha definito l’operazione come la creazione di una “cintura di fuoco” attorno agli obiettivi del regime. Gli Stati Uniti hanno partecipato con circa 1.500 bombardamenti, ma tre F-15 americani sono stati abbattuti per errore in Kuwait da fuoco amico; sei piloti sono sopravvissuti, mentre un quarto militare americano ha perso la vita.
A seguito dell’azione congiunta Israele-USA, il governo iraniano ha invitato la popolazione di Teheran a radunarsi in piazza per sostenere la Repubblica Islamica e rendere omaggio alla defunta Guida Suprema Ali Khamenei, ucciso durante i raid. Il segretario del Consiglio di sicurezza nazionale iraniano, Ali Larijani, ha smentito contatti con gli Stati Uniti per negoziati, accusando l’ex presidente Donald Trump di aver “imposto il caos nella regione” e trasformato lo slogan “America First” in “Israel First”.
La situazione si complica ulteriormente con l’ingresso diretto di Hezbollah nella guerra. Il movimento sciita libanese ha lanciato missili e droni contro il nord di Israele in risposta all’uccisione di Khamenei. L’esercito israeliano ha risposto colpendo obiettivi di Hezbollah a Beirut e nella valle della Bekaa, uccidendo almeno 31 persone e ferendone 149, secondo il ministero della Salute libanese. Le Forze di Difesa israeliane (IDF) hanno annunciato l’inizio di una campagna offensiva contro Hezbollah, avvertendo che i combattimenti dureranno diversi giorni.
La crisi ha avuto immediati effetti economici e logistici: tutte le borse europee sono in calo, crollano i titoli delle compagnie aeree e i prezzi di petrolio e gas volano. La Giordania ha annunciato la chiusura parziale e temporanea del proprio spazio aereo dalle 18:00 alle 09:00, invitando passeggeri e compagnie a coordinarsi per modifiche ai voli. La Grecia ha inviato due fregate a difesa di Cipro dopo l’intercettazione di due droni iraniani diretti contro una base britannica.
Donald Trump ha commentato gli attacchi a Teheran definendoli un successo militare straordinario, affermando che l’eliminazione della leadership iraniana è stata realizzata in “un’ora” anziché nelle “quattro settimane” previste, e non escludendo l’eventuale impiego di truppe americane se necessario.
Con la guerra ora aperta su più fronti – Iran, Libano e nord di Israele – la regione affronta una fase di estrema instabilità, con conseguenze che si riflettono non solo sul piano militare, ma anche economico e geopolitico a livello globale.