Trasporto pubblico a Matera, la Regione sott’accusa: tutte le contraddizioni per l’esclusione della Miccolis

ANTONELLA INCISO

Carte all’autorità giudiziaria: resta, ora, da capire cosa farà il Comune di Matera, a cui spetta la firma del contratto ed il prosieguo dell’iter.

Non sono stati sufficienti il ribasso maggiore, il maggiore punteggio sia per l’offerta tecnica sia per quella economica, gli investimenti previsti per nove milioni di euro e soprattutto le richieste di annullamento in autotutela e le diffide a procedere da parte della società Miccolis. Sulla gara per il trasporto pubblico urbano, lotto 5 del Comune di Matera, la Regione è andata avanti e, dopo un ricorso per ottemperanza, ha disposto l’aggiudicazione efficace del lotto alla società pugliese di autolinee Dover, per un importo di aggiudicazione complessivo di 48 milioni 41mila 355,38 euro oltre l’Iva.

La decisione è ratificata in una determina dirigenziale ufficializzata nei giorni scorsi in cui viene evidenziato non solo come il ribasso della società Miccolis è del 3,86 per cento contro il 3,56 per cento della società Dover ma anche che il punteggio totale della Miccolis è di 100,00 contro i 55,508 della Dover. Un paradosso che diventa ancor più pesante se si considera quanto sostenuto nella diffida a procedere della Miccolis alla Stazione unica appaltante con cui si chiedeva di non procedere all’aggiudicazione della gara. “All’articolo 9 paragrafo 9.8 del Capitolato speciale tecnico prestazionale è scritto che il Piano presentato in sede di offerta di gara deve prevedere alcuni limiti: “Può prevedere la disponibilità (tramite acquisto, noleggio o leasing) di autobus usati con anzianità al momento dell’acquisto, non superiore a 10 (dieci) anni e con classe di emissioni non inferiore a euro 6” è spiegato nella diffida che mette in luce come “il piano dei mezzi offerti” dall’altra società non sia coerente “con le indicazioni minime del punto 9.8 del Capitolato speciale tecnico prestazionale”.

Questo perché “per i primi due anni del servizio” sono stati “offerti tre autobus con classe inquinante euro 5, non in linea con la minima normativa ammessa “euro 6” e con anzianità superiore a 10 e 15 anni, che il punto 9.8 del Capitolato speciale tecnico prestazionale non ammette”. Insomma, dalle carte della società Miccolis viene fuori come per il trasporto pubblico urbano a Matera “per i primi due anni ad essere offerti dall’altra società sarebbero “autobus euro 5 con anzianità superiore a 10 e 15 anni”.

Di qui, la diffida a procedere all’aggiudicazione e la segnalazione all’Autorità Giudiziaria, fatta nelle scorse settimane, “per aver ammesso a valutazione, e ad aggiudicazione successiva, un’offerta che non presenti i requisiti minimi previsti dagli atti di gara”. Al centro di un’altra diffida della Miccolis c’è, poi, anche la questione relativa al Piano regionale degli Investimenti per il rinnovo del parco mezzi (con la tabella con il numero massimo di veicoli utilizzabili contemporaneamente e con quelli necessari in totale per l’esecuzione del servizio) legato alla direttiva europea 1161 del 2019. “Relativamente al lotto urbano di Matera, ai fini del raggiungimento degli obiettivi minimi di appalto, la percentuale minima di veicoli puliti avrebbe dovuto essere pari almeno al 65% dei 33 autobus previsti” spiega l’azienda Miccolis che ha offerto “esclusivamente veicoli puliti a zero emissioni, che avrebbero consentito il pieno rispetto delle percentuali imposte dalla normativa” mentre “l’altra società partecipante alla procedura, alla luce della lettura dell’offerta presentata, non risulta aver offerto autobus puliti idonei a consentire il raggiungimento delle percentuali minime previste dalla normativa richiamata, avendo previsto l’impiego esclusivo di autobus diesel”. Nonostante questo, però, la Stazione unica appaltante è andata avanti ed ha affidato il servizio. Resta, ora, da capire cosa farà il Comune di Matera, a cui spetta la firma del contratto ed il prosieguo dell’iter.

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