Domenica 02 Ottobre 2022 | 11:00

In Puglia e Basilicata

Curiosità

Il coccodrillo di che sa? A Matera, nell'unico ristorante italiano che cucina i filetti

Il coccodrillo di che sa? A Matera, nell'unico ristorante italiano che cucina i filetti

Stravaganze culinarie, ma non c'è nulla di pericoloso: il Ministero della Salute ha dato l’ok al consumo di questa carne

31 Agosto 2022

Massimo Brancati

Il carico è arrivato ieri mattina. Fresco fresco dal Sud Africa. Pronto per finire sui tavoli del locale che strizza l’occhio a una clientela curiosa di scoprire... come fa (sa) il coccodrillo. Sì, perché in quel pacco c’è carne di alligatore. Nulla di illegale o di pericoloso: il Ministero della Salute ha dato l’ok al consumo di questa carne che, per la verità, aveva già fatto la sua comparsa in Italia nel 2015, in occasione dell’Expo, nello stand dello Zimbabwe, Paese dove viene mangiata regolarmente.

Dicevamo del carico di ieri. È l’unico che ha fatto scalo in Italia e, precisamente, a Matera nella braceria «El Carnero». In un pub di Milano si consuma hamburger di coccodrillo, ma in tutto il nostro Paese solo nel ristorante della città dei Sassi si può mangiare filetto di coccodrillo. Lo sottolinea il titolare di «El Carnero», Antonio Giacoia, che ha nella mission del suo locale - aperto a luglio del 2019 - la scoperta di carni e di sapori da tutto il mondo: dal canguro alla zebra per una clientela che non si fa problemi, anzi. È alla perenne ricerca di bistecche & C. che vadano al di là delle comuni fettine di bovino o del petto di pollo. «Appena hanno reso possibile il consumo di coccodrillo - spiega - mi sono attivato per offrire questa possibilità ai miei clienti. Mi sono rivolto all’unica ditta fornitrice che ha confermato come il mio locale sia, almeno per ora, l’esclusiva destinataria in Italia».

Che gusto ha la carne di coccodrillo? Giacoia, da buon ristoratore, assaggia prima di proporre le pietanze agli avventori del suo locale: «Ha il sapore del pesce ma la consistenza della carne. Si avvicina al pollo ed è molto tenera e ricca di nutrienti». Ha un alto contenuto di potassio, ferro, vitamina B-12 con pochissimi grassi. Si può servire a carpaccio, arrosto e fritta, in tutti i modi, insomma. Il costo? Per un chilo servono 150 euro: «Ma - dice Giacoia - sono riuscito a pagarla di meno e di conseguenza anche i miei clienti potranno risparmiare».

Il ristoratore materano è convinto che con l’offerta esotica amplierà il suo bacino d’utenza: «Ho sempre proposto carne da tutto il mondo, il manzo americano, danese, australiano oltre a quello argentino che da sempre viene considerato il più pregiato. Ai clienti - precisa Giacoia - sono in grado di spiegare la provenienza delle carni, il perché cambiano i sapori da un allevamento all’altro. Il coccodrillo? Sono convinto che piacerà». In fondo - come dice Leonor Espinosa, incoronata la migliore chef del mondo - basta un po’ per abituarsi a un nuovo alimento. E profetizza: le cavallette fritte presto saranno come una comune frittura di pesce.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Lascia un commento:

Condividi le tue opinioni su

Caratteri rimanenti: 400

Carica altre news...

 

PODCAST

 

PRIMO PIANO

 
 
 
 
- News dai Territori -
 
Editrice del Mezzogiorno srl - Partita IVA n. 08600270725