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In Puglia e Basilicata

L'intervista

«La mia musica è verde», stasera Elisa alla Cava del Sole di Matera per il Sonic Park

«La mia musica è verde», stasera Elisa alla Cava del Sole di Matera per il Sonic Park

«Questo è un disco celebrativo della bellezza, con tantissime collaborazioni con altri artisti, arrangiatori, produttori, il più importante gruppo di lavoro che abbia mai messo insieme»

27 Luglio 2022

Massimo Brancati

Voce straordinaria, voglia di sperimentare, fucina di canzoni di successo, portabandiera di un nuovo modo di approcciarsi al mondo della musica, con uno sguardo rivolto alla sostenibilità e all’ambiente. Elisa porta il suo tour stasera a Cava del Sole «David Sassoli» di Matera per un concerto ideato e realizzato su un rigido protocollo di basso impatto ambientale. La cantautrice veneta è il diamante incastonato nel Sonic Park festival che in questa torrida estate sta portando in Basilicata tanti artisti di fama nazionale per dieci concerti indimenticabili.

«Back the future live tour», dal titolo dell’ultimo album di Elisa, è l’ideale colonna sonora di questa sensibilità «green» dell’artista, con brani che parlano di un mondo da salvare e proteggere.

Ambiente e solidarietà femminile sono alcuni dei temi al centro del suo ultimo album. Quanto ha inciso la pandemia nella scrittura delle canzoni?

«La pandemia ha portato ad un bilancio forzato della mia vita e delle mie priorità. Ne è scaturita una musica meno riflessiva rispetto al disco precedente. Questo è un disco celebrativo della bellezza, con tantissime collaborazioni con altri artisti, arrangiatori, produttori, il più importante gruppo di lavoro che abbia mai messo insieme. In un momento che sembrava costringerci alla solitudine e alla lontananza, noi abbiamo trovato forza nell'unione».

Il live è all’insegna della sostenibilità: ci spieghi in che modo la mastodontica macchina di un concerto rock riuscirà a diminuire il suo impatto sull’ambiente.

«Per me era impossibile tornare a far musica ignorando questo tema. Così mi sono attivata con più forza e determinazione. Rispetto alle tournée precedenti, ad esempio, cerchiamo di ridurre l'impatto ambientale dei nostri spostamenti. Fino ad oggi non sapevo quanti tir venissero utilizzati per la produzione, oggi invece lo so e cerchiamo di ridurli al minimo. Utilizziamo le strutture sul posto e pensiamo anche alle realtà locali per tutta una serie di servizi. In più utilizziamo scenografia ecosostenibile e il merchandising è ecocompatibile».

Durante il concerto il pubblico potrà partecipare attivamente alla causa. In che modo?

«Sarà attiva una raccolta fondi attraverso la quale si contribuirà concretamente - mettendo a dimora dal prossimo autunno le piante in tutte le regioni italiane - al raggiungimento degli obiettivi del progetto europeo “Life Terra”, cofinanziato dal programma “Life” della Commissione europea, di cui Legambiente è la referente italiana. Il progetto mira a piantare entro il 2025 cinquecento milioni di alberi in Europa, di cui 9 milioni in Italia, curando i nuovi alberi per i tre anni successivi».

Diceva dell’album con tante collaborazioni. Come sceglie i colleghi con cui duettare o lavorare insieme per scrivere una canzone?

«La voglia nasce dai miei ascolti. Delle collaborazioni mi affascina il fattore sorpresa, la sensazione di non avere il controllo di quello che succederà».

Lei da sempre alterna brani in italiano e in inglese. Cosa la spinge a scegliere una lingua per un testo piuttosto che l’altra?

«In realtà scaturisce in maniera naturale. Il Dna alla fine è lo stesso, in italiano e inglese, ma con la consapevolezza di un linguaggio che cambia. Nei brani in inglese c’è più internazionalità, questo per i miei riferimenti musicali. In italiano, invece, cerco poche voci e incisive, come Mina e Battisti».

Cava del Sole l’aspetta con ansia. E tutta la città si stringerà attorno all’evento. Nei tour gli artisti non hanno mai tempo di visitare il luogo dove si esibiscono. Per Matera farà un’eccezione?

«La guarderò con ammirazione. Matera è una città straordinaria. È come essere parte reale di un presepe vivente. C’è un fascino e una magia con pochi eguali non solo in Italia, ma in tutto il mondo».

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