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MATERA - Il comparto lucano della produzione del mobile imbottito rischia grosse perdite, e le aziende medio-piccole anche il collasso, se non si adotteranno in tempi brevi misure utili a fermare l’aumento esponenziale dei costi delle materie prime e dei trasporti delle stesse.
L’allarme arriva dall’assemblea delle aziende della sezione Unital legno-arredamento di Confapi Matera, nel corso della quale sono emersi dati che non lasciano adito ad equivoci circa la gravità della condizione determinatasi. Una situazione che, al pari di molte altre realtà produttive, nell’ultimo anno e mezzo aveva già visto le imprese del settore fortemente provate dagli ineluttabili riflessi legati alla pandemia da Covid. E proprio ora che tutto il mondo imprenditoriale si accinge ad una ripresa vera, le aziende e tutto l’indotto connesso alla produzione di divani, poltrone e simili, temono un ulteriore a causa delle dinamiche speculative innescatesi sui mercati delle materie prime e dei trasporti via mare, attraverso le navi portacontainer. Un’autentica escalation esponenziale in atto già da diverse settimane, che potrebbe scatenare effetti ben più deleteri e devastanti sull’economia e sull’occupazione del settore, in tutto il territorio lucano.
I numeri emersi nell’incontro dalla sezione Unital legno-arredamento di Confapi Matera - presieduta da Luca Colacicco - parlano chiaro: «Il poliuretano - è stato specificato nell’assemblea - registra rincari pari ad un +50%, il legno addirittura accusa rialzi compresi tra +45% e +200%, l’acciaio schizza a +160%, gli imballaggi in cartone ed in plastica sono +25%. E la tendenza sembra tendere ulteriormente al rialzo».
Aumenti esponenziali dei costi che, stando agli osservatori del mercato, sarebbero da attribuire alla difficoltà di reperimento delle stesse materie prime, generata da una serie di fattori che vedono alcuni paesi europei meno in difficoltà rispetto all’Italia nell’acquisizione delle materie prime. E alla tempesta perfetta si è aggiunto anche l’aumento dei costi dei container per il trasporto su nave: un servizio che negli ultimi tempi avrebbe determinato voci di spesa triplicate nei bilanci delle aziende del mobile imbottito.
Legittimo ed inevitabile chiedersi a questo punto: quanto dovrebbe costare un divano esposto in negozio per poter consentire ai produttori di rientrare nelle spese mantenendo un sia pur minimo margine di guadagno?
«Il mercato non può reggere questi costi - ha sottolineato il presidente Colacicco nella nota inviata ai presidenti nazionali di Confapi, Maurizio Casasco, e di Unital, Riccardo Montesi e se il prezzo di un divano raddoppia, i clienti non comprano più; il lavoro si sposta in Asia, dove si è fatta incetta di materie prime. In un simile scenario il Made in Italy deve cedere il passo alla concorrenza asiatica. Il rischio fondato - ha aggiunto Colacicco - è il blocco totale delle nostre aziende che, o non potranno evadere gli ordini nei tempi contrattuali per mancanza di materie prime, oppure saranno fuori mercato a causa dei prezzi elevati che sono costrette ad applicare».

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