le indagini
«Visite private in un ambulatorio pubblico di Lecce», ai domiciliari cardiologo Trianni e infermiera VIDEO
Dalle indagini dei Nas è emerso che i due incassavano direttamente i compensi dai pazienti. Sequestrati 52mila euro
Avrebbero istituito un sistema parallelo di erogazione di prestazioni sanitarie a pagamento all'interno di strutture pubbliche, utilizzando sistematicamente i locali e le dotazioni dell'ambulatorio della Asl di Piazza Bottazzi a Lecce per visite private non autorizzate ed incassando direttamente i compensi. Con queste accusa un cardiologo e una infermiera della provincia di Lecce sono stati arrestati e messi ai domiciliari da carabinieri del Nas di Lecce che hanno dato esecuzione ad un'ordinanza di custodia cautelare ai domiciliari emessa dal gip Giulia Proto su richiesta della pm Maria Vallefuoco.
L'arrestato è Massimo Trianni, 70 anni, di Taviano, direttore della cardiologia territoriale del Distretto di Lecce, cui l'ordinanza è stata notificata proprio all'ultimo giorno di servizio prima della pensione. Insieme all'infermiera è ritenuto responsabile di peculato, falso ideologico aggravato, accesso abusivo a sistema informatico e truffa aggravata ai danni del Servizio sanitario nazionale. Il provvedimento nasce da un'indagine su scala nazionale nel 2025 su disposizione del comando carabinieri per la tutela della salute di Roma, focalizzata sul monitoraggio delle attività intra-moenia.
I due - sempre secondo l'accusa - avrebbero utilizzato strutture e mezzi della Asl per visite private non autorizzate, eludendo i canali ufficiali di prenotazione (Cup) ed introitando direttamente i compensi nonché, relativamente al medico, anche le indennità di esclusività garantite dal contratto, per un totale di almeno 52.000 euro somma che è stata sequestrata. Questo sistema avrebbe anche danneggiato il funzionamento delle liste d'attesa nonché le risorse destinate al Servizio Sanitario Nazionale.
Massimo Trianni era al suo ultimo giorno di lavoro: da domani andrà in pensione. I carabinieri del Nas gli hanno notificato questa mattina l'ordinanza di custodia cautelare ai domiciliari alle 8.00, quando era già in servizio nel suo ambulatorio di cardiologia nel distretto Asl/Le di piazzetta Bottazzi. L’infermiera sua collaboratrice, raggiunta dallo stesso provvedimento, da tempo invece non risulta in servizio per motivi di salute.