l'iniziativa
Otranto, la prefettura di Lecce istituisce posti di blocco contro le corse clandestine in moto
L'obiettivo è porre un argine contro un fenomeno molto pericoloso: 13 multe
La prefettura di Lecce istituisce una serie di posti di blocco per arginare il fenomeno delle corse clandestine in moto e scattano 13 multe. Da tempo veniva segnalato un fenomeno lungo le strade litoranee nella parte meridionale della provincia di Lecce. In particolare lungo la dorsale adriatica che da Otranto scende fino a Santa Maria di Leuca, passando per mete turistiche molto frequentate d’estate, come Santa Cesare Terme e Castro, ma abitate anche d’inverno.
Spesso i residenti hanno lamentato lo sfrecciare di bolidi a due ruote, che avrebbero messo a rischio l’incolumità dei pedoni. Un malcostume che anche la “Gazzetta del Mezzogiorno” ha evidenziato, dando voce alle proteste dei locali. Nei giorni scorsi è scattata una task forze della polizia stradale, su disposizione del prefetto Natalino Manno, con un consistente dispositivo interforze coordinato dal questore Giampietro Lionetti, che ha visto la collaborazione del personale tecnico dell’ufficio motorizzazione civile di Lecce.
Un’operazione straordinaria di controllo è stata effettuata lo scorso fine settimana lungo le strade provinciali 87, che dalla “Città dei Martiri” conduce alla marina di Porto Badisco (sempre nel territorio comunale idruntino), e 358, denominata “litoranea delle Terme Salentine”, nello specifico nel tratto che da Porto Badisco conduce a Santa Cesarea Terme.
L’obiettivo era porre un freno a quelli che da tempo venivano segnalati come raduni illeciti di centauri, con la finalità di contrastare il pericoloso fenomeno delle competizioni su due ruote non autorizzate e l’uso di veicoli modificati. I risultati dei posti di blocco: identificate 137 persone, controllati 117 veicoli (auto e moto), contestate 13 violazioni al codice della strada con il ritiro di una carta di circolazione.
«La litoranea Otranto-Santa Cesarea Terme è un patrimonio paesaggistico che deve rimanere fruibile in sicurezza da famiglie e turisti, non una pista da corsa per pochi irresponsabili - ha sottolineato il prefetto Manno - il modello interforze adottato, integrato dalle competenze tecniche della motorizzazione – ha aggiunto - dimostra che lo Stato è presente e non tollererà condotte che mettono a repentaglio la vita umana».
La prefettura, nel rinnovare l’appello alla responsabilità individuale e al rispetto delle norme del codice della strada, a tutela della vita propria e altrui, ha annunciato che i controlli proseguiranno con cadenza regolare per tutta la prossima stagione estiva con il supporto della polizia stradale e delle polizie locali dei comuni interessati, oltre che della polizia provinciale, che è pronta a far decollare i droni per uno stretto monitoraggio del territorio.