ECONOMIA

Leonardo punta sul Sud, a Lecce «accoglie» il primo partner

Andrea Aufieri

La leccese Cog, specializzata nei sistemi di scambio termico, fornirà radiatori. L'azienda salentina entra nel comparto aerospaziale

È il primo accordo di collaborazione industriale tra Leonardo e un’azienda del Sud, la leccese Cog, specializzata nei sistemi di scambio termico, e segna l’ingresso della società salentina nel comparto aerospaziale, rafforzando la filiera nazionale del volo verticale. L’accordo riguarda la divisione Elicotteri di Leonardo, già radicata in Puglia con tre stabilimenti a Brindisi, Grottaglie e Foggia. Sono circa 3.100 i dipendenti diretti e l’indotto arriva a 7.650 addetti per il 40% del fatturato dell’intera industria hi-tech regionale.

Cog svilupperà e fornirà i radiatori olio per le trasmissioni destinati all’elicottero civile AW139, uno dei modelli di maggior successo della gamma. L’intesa si inserisce nel programma «Crescere Insieme», iniziativa con cui Leonardo punta a rafforzare la filiera nazionale riducendo la dipendenza da fornitori esteri e valorizzando le competenze delle imprese italiane, coinvolte come partner nello sviluppo di componenti chiave.

A sancire la firma, avvenuta ieri mattina alla Cog, nella zona industriale di Lecce, il presidente di Confindustria Lecce, Valentino Nicolì, Giacinto Colucci, ceo della Cog, Piero Rancilio, responsabile del programma «Crescere Insieme» di Leonardo, Eugenio Di Sciascio, assessore regionale allo sviluppo economico, Luca Mainetti, docente del dipartimento di Ingegneria dell’innovazione all’UniSalento.

Piero Rancilio sottolinea il valore strategico dell’accordo: «Con Cog celebriamo la prima azienda del Sud che entra a far parte del programma “Crescere Insieme”. Un segnale concreto di come stiamo ampliando la filiera nazionale del volo verticale, favorendo competenze sviluppate anche in altri settori industriali e dimostrando che realtà che oggi non operano nell’aerospazio possono diventare protagoniste di questa sfida». Rancilio spiega com’è iniziato tutto: «Abbiamo lanciato una call a cui hanno partecipato 700 imprenditori, metà dei quali hanno manifestato interesse e tra questi, 150 sono risultati idonei, dopo una fase basata anche sull’autovalutazione. Con la Cog siamo al tredicesimo contratto stipulato». E aggiunge: «Vogliamo spingere le aziende a passare dal build-to-print a un build-to-spec, stimolando le società a certificare, modificare e installare equipaggiamenti alternativi e complementari». La Puglia, aggiunge, «è una delle aree più vocate ad entrare in questo settore».

L’amministratore delegato di Cog, Giacinto Colucci: «Per noi è una nuova fase di sviluppo. L’azienda entra in un mercato deep tech come quello dell’aerospazio, caratterizzato da standard elevati e importanti barriere all’ingresso». Un percorso costruito nel tempo: «Per affrontare questa sfida abbiamo avviato investimenti significativi in certificazioni, competenze e formazione. È un percorso impegnativo, che rafforza la nostra solidità e genera crescita».

Sul valore dell’intesa interviene anche Eugenio Di Sciascio, che la ritiene «una notizia positiva per il sistema produttivo pugliese e per l’intera filiera dell’aerospazio. È la dimostrazione di come il lavoro portato avanti dalla Regione Puglia stia producendo risultati». Di Sciascio spiega che le politiche pubbliche «favoriscono l’incontro tra grandi gruppi industriali e realtà imprenditoriali specializzate del territorio», contribuendo «a ridurre la dipendenza da mercati esteri».

Luca Mainetti ricorda l’impegno dell’Università del Salento nella formazione specifica attraverso i corsi di Ingegneria dell’innovazione che prevedono «lo sviluppo delle tecnologie dell’automazione e di ingegneria del software e confermano l’attrattività dell’Ateneo per aziende, anche multinazionali, che investono sul territorio».

Valentino Nicolì commenta: «Siamo orgogliosi che un’azienda della provincia di Lecce entri a far parte di una filiera industriale strategica, perché dimostra la capacità delle nostre imprese di innovare, di diversificare e di confrontarsi con mercati ad alta intensità tecnologica. È importante rafforzare le connessioni tra grandi player industriali e piccole e medie imprese locali».

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