il problema
Erosione delle coste, l'allarme dei balneari: «Aperture a rischio per metà dei lidi salentini»
«Occorre contrastare la forza del mare intervenendo sulla spiaggia. Il ripascimento può aumentare la distanza nel punto in cui le onde si infrangono»
«È giunta l’ora di sfatare qualche mito». È anche sulla base di questa provocazione, ripresa nel sottotitolo “Sos erosione costiera”, che ieri alla Camera di commercio di Lecce si è tenuto il convegno promosso da Confimprese demaniali Italia ed Eumer con il patrocinio della Provincia di Lecce e della Regione Puglia. I lavori si sono aperti con i saluti della presidente di Confimprese Lecce, Emanuela Vitali: «Siamo in una terra di mare. Tutelare le nostre coste, le dune e le falesie significa difendere il nostro ambiente, ma anche la nostra identità e la nostra cultura».
Secondo Vitali, gli ultimi episodi che hanno colpito il territorio dimostrano quanto sia urgente passare alla fase operativa di quella cabina di regia ipotizzata un mese fa dal presidente della provincia, Fabio Tarantino, per riportare le emergenze alla Regione. «È il momento di rimboccarsi le maniche e mettere in campo i tanti progetti che esistono».
Il presidente nazionale di Confimprese demaniali, Mauro Della Valle, ha spiegato: «Il convegno nasce per far convergere istituzioni, associazioni ed enti di ricerca come l’università. L’obiettivo è non farci trovare impreparati di fronte a fenomeni naturali sempre più frequenti». Della Valle ha posto l’attenzione anche sul ruolo dei concessionari balneari nella gestione del demanio marittimo. «Siamo riconosciuti dallo Stato come fiduciari nella gestione di un bene della collettività, ma spesso non veniamo coinvolti nelle decisioni operative. Siamo pronti a intervenire per i ripristini delle spiagge, per il ripascimento e per la ricostruzione delle dune, con tempi più lunghi, da spostare dal primo maggio al 15 giugno. Se non si interviene rapidamente prolungando il periodo, circa il 50% delle strutture del Salento rischia di non poter garantire i servizi offerti lo scorso anno».
Nel corso del convegno è intervenuto il sindaco di Otranto, Francesco Bruni, che ha chiesto che la cabina di regia, una volta realizzata, resti «un organismo stabile che coinvolga Regione, enti locali e altre istituzioni, capace di lavorare su una logica di territorio vasto e di intercettare anche finanziamenti nazionali». Il confronto tecnico ha visto gli interventi del professor Roberto Tomasicchio, dell’architetto Giuseppe Bortone, dell’ingegnere Paolo Stefanelli dell’Ordine degli ingegneri di Lecce, dell’ingegnere Ivan Federico del Cmcc e del consulente tecnico, Roberto Lorenzi. Quest’ultimo, che studia la costa salentina da oltre dieci anni, ha indicato una possibile direzione: «Occorre contrastare la forza del mare intervenendo sulla spiaggia. Il ripascimento può aumentare la distanza nel punto in cui le onde si infrangono».
Paolo Stefanelli ha invitato a superare una visione episodica del problema. «Quando si verifica un evento che colpisce l’opinione pubblica l’attenzione si accende, ma poi tende a spegnersi subito. Questo è l’errore più grande quando si parla di erosione costiera. Stiamo parlando di beni comuni, non di casa nostra», ha ricordato, evidenziando l’esigenza di trovare un equilibrio tra tutela ambientale, attività economiche e fruizione del territorio. «È difficile operare quando le norme vengono interpretate in modo diverso».
Il vicesindaco del Comune di Lecce, Roberto Giordano Anguilla, ha richiamato l’importanza di un lavoro condiviso per affrontare un fenomeno destinato a incidere sempre più sul futuro della costa salentina e gli sforzi per l’adeguamento di San Cataldo come mare di Lecce, in attesa degli ingenti fondi in arrivo.