Serie A

Lecce, il mercato è in archivio: ora testa solo alla salvezza

Pierpaolo Verri

Ultimo giorno di affari senza sussulti, sfuma l’arrivo di Luvumbo dal Cagliari. A Di Francesco il compito di trovare rimedi innanzitutto alla sterilità offensiva

Si è chiusa senza sussulti, ieri, la sessione invernale di calciomercato, che nel complesso non sembra aver portato stravolgimenti in casa giallorossa e probabilmente non ha portato i correttivi alla rosa che era lecito attendersi, numeri alla mano. Il reparto offensivo, autentico tallone d’Achille di questo campionato, ha visto l’ingresso di Cheddira, che dà una soluzione in più all’attacco e numericamente va a sopperire al lungo periodo di assenza per infortunio che si prospetta per Camarda. Anche con l’ingresso del marocchino, la coperta per il ruolo di centravanti rischia di essere un po’ corta e lo si è visto nella partita contro il Torino, dove è stata sufficiente l’indisponibilità di Štulić per impedire letture alternative diverse a gara in corso. Ci si aspettava un rimescolamento delle carte sugli esterni, che però non c’è stato.

Le ultime ore di mercato sono state frenetiche, sancite dalla risoluzione consensuale del contratto con Morente e l’interessamento per Luvumbo dal Cagliari. Alla fine si è concluso tutto in un nulla di fatto. Così, a conti fatti, nel reparto maggiormente bisognoso di nuove idee e soluzioni alternative, l’area tecnica composta dal responsabile Pantaleo Corvino e dal d.s. Stefano Trinchera ha scelto di non intervenire, assumendosi però il rischio che i problemi denotati dalla squadra finora si possano trascinare anche nella seconda decisiva parte del campionato. Il reparto maggiormente ritoccato è stato invece il centrocampo. È arrivato Gandelman, che non risponde all’identikit del centrocampista di qualità alla Berisha, ma dà soluzioni diverse in termini di presenza in area e tempi di inserimento. Ci sono stati poi gli innesti di Ngom e Fofana, che sono alle prese col fisiologico periodo di rodaggio, anche se questa serie A non aspetta. È uscito Maleh, che nel mezzo rappresentava comunque un’alternativa valida ai titolari, ed è stata sfoltita la rosa con la cessione di elementi non funzionali come Pierret e Kaba, oltre ai fuori lista Rafia e Guilbert, mentre per Kouassi si è scelta la strada del prestito. Gli investimenti non sono mancati, ma ora la palla passa al campo, giudice inappellabile delle scelte operate in sede di mercato.

Intanto, la sconfitta contro il Torino ha segnato ulteriormente un momento di crisi profonda per la squadra giallorossa, che resta sì fuori dalla zona retrocessione (un solo punto di vantaggio sulla Fiorentina terzultima), ma con troppe ombre e poche luci. Nelle ultime otto uscite, la formazione allenata da Eusebio Di Francesco è riuscita a racimolare appena due punti, grazie ai pareggi contro Juventus e Lazio. Sono poi arrivate sei sconfitte consecutive, che hanno inchiodato la squadra salentina a una media non soddisfacente in chiave salvezza. Sono 18 i punti conquistati in 23 giornate di campionato, un dato che impone un cambio di passo. Il Lecce ha sbattuto ancora una volta contro i suoi limiti in fase offensiva. I giallorossi danno la sensazione di essere accorti e compatti, complessivamente ben messi in campo, di modo da limitare l’avversario. Tuttavia, denotano una sterilità offensiva che è ormai diventata una triste costante. Sono soltanto 13 le reti segnate finora, un numero che vale il triste primato di peggiore attacco della serie A, nonché di secondo peggiore attacco fra i top cinque campionati europei. La sensazione è che il compitino non sia più sufficiente e che la squadra debba fare di più, provando a uscire dalla propria comfort zone e chissà, anche provando qualche soluzione diversa da quanto visto finora, perché le difficoltà appaiono evidenti e la classifica adesso inizia a essere preoccupante. Sperare di fare la corsa solo sulla Fiorentina può essere velleitario, considerando che la squadra viola è un’anomalia nella zona retrocessione e ha gli uomini e le qualità per poter risalire. Davanti ai giallorossi c’è un gruppetto di squadre composto da Parma, Cremonese e Genoa, tutte a quota 23. Cinque lunghezze di vantaggio sulla squadra salentina, che non può più pensare a guardarsi soltanto indietro, ma deve andare a caccia di punti per risalire la china e cercare di far rientrare anche le squadre che precedono nella lotta per la permanenza in serie A. Indifferibile appare così la necessità di ritrovare i tre punti, provandoci già a partire dalla sfida con l’Udinese in programma domenica al «Via del Mare».

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