L'iniziativa

Un «Parco Meridionale Salentino» per salvare i borghi del Sud: la proposta nasce al Politecnico di Bari

Mauro Ciardo

La proposta dell’architetto Diomede Romano punta a contrastare spopolamento e marginalizzazione attraverso una visione unitaria del paesaggio

Creare un "Parco Meridionale Salentino" per ricomporre i sistemi insediativi minori e puntare alla rigenerazione lenta e sostenibile.

È l’innovativa proposta presentata oggi presso il Dipartimento di architettura, costruzione e design del Politecnico di Bari dall’architetto Diomede Romano, nel corso della discussione della sua tesi di dottorato «Ri_abitare i luoghi di margine del paesaggio del Sud Salento. Risignificazione dei comuni salentini caratterizzati da marginalizzazione e declino demografico».

Lo studio, svolto nell’ambito del dottorato “Progetto per il patrimonio: conoscenza, tradizione e innovazione”, coordinato dal professore Giuseppe Fallacara con la supervisione scientifica della professoressa Loredana Ficarelli, ha visto puntare i riflettori su uno dei territori più svantaggiati della regione, il Capo di Leuca estremo lembo meridionale della Puglia.

Partendo dalla constatazione che si tratti di un’area caratterizzata da una marginalizzazione geografica e infrastrutturale, soggetta a un progressivo spopolamento, con perdita di funzioni e di identità insediativa, il neo dottore di ricerca in composizione architettonica originario di Gagliano del Capo (il primo in questo ambito per il suo territorio), ha proposto una lettura unitaria del paesaggio salentino inteso come sistema complesso di relazioni storiche, assetti insediativi e componenti ambientali e produttive.

Da qui la sua idea di creare un «Parco Meridionale Salentino» come strumento territoriale pensato per valorizzare il paesaggio del Sud Salento, ricomporre i sistemi insediativi minori, attivare nuove forme di abitare e favorire processi di rigenerazione lenta e sostenibile.

«Il parco – spiega l’architetto Romano - è concepito non come vincolo, ma come dispositivo progettuale e strategico per lo sviluppo locale. Viene introdotto il concetto di “margine” come chiave interpretativa e progettuale, con il superamento della visione frammentata dei comuni e con un approccio integrato tra paesaggio, architettura e politiche territoriali, ponendo la centralità della “ri-abitazione” come strategia culturale prima che edilizia».

La ricerca è fortemente radicata nel territorio di origine di Romano e si configura come studio scientifico applicabile alle politiche locali, visto che può offrire strumenti utili a enti locali e amministrazioni del Sud Salento. Non a caso alla discussione erano presenti diversi amministratori che potrebbero sfruttare questo studio accademico come strumento utile per il proprio territorio.

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