La campagna di sensibilizzazione

Rifiuti abbandonati, la denuncia degli albergatori: «Una macchia sul Salento. Non è ammissibile normalizzare il degrado»

Attilio Caputo, direttore generale di una catena alberghiera : «Dalla semplicità dei gesti quotidiani che può partire un cambiamento reale»

“CheTiCosta” è la campagna di sensibilizzazione contro l’abbandono dei rifiuti ideata da Caroli Hotels insieme all’Istituto “Oronzo Costa” di Lecce, attraverso una start up coordinata dal professore Daniele Manni. Un progetto che il gruppo alberghiero vuole condividere con tutti coloro che amano il Salento. L’iniziativa è presentata dal direttore generale della catena alberghiera, Attilio Caputo: «È un invito semplice, quasi disarmante nella sua evidenza ma è proprio dalla semplicità dei gesti quotidiani che può partire un cambiamento reale».

Dopo la ferita profonda inferta dalla Xylella, che ha cambiato in modo irreversibile il paesaggio del Salento, un’altra emergenza continua a segnare la quotidianità del territorio: «Un diluvio di rifiuti piovuti dal cielo a seguito di un evento meteo di eccezionale imponenza», è la provocazione di Caputo. Lungo le strade di campagna, sulle principali arterie del traffico, nelle aiuole delle rotatorie, agli svincoli stradali, i rifiuti sono diventati parte del panorama. Presenza costante che rischia di non essere più percepita, perché l’assuefazione genera indifferenza. È proprio contro questa normalizzazione del degrado che si muove l’iniziativa: «Non possiamo permetterci di considerare normale ciò che normale non è».

La cura del territorio non è solo una questione estetica o ambientale, ma incide direttamente sul benessere dei cittadini e sull’immagine che il Salento offre ai turisti. «Un territorio curato e rispettato genera benessere in chi lo vive ogni giorno ed è un elemento di grande apprezzamento per gli ospiti», afferma il direttore generale, ribadendo come l’attrattività turistica non possa prescindere dal decoro. Da qui la proposta: «Una campagna di sensibilizzazione straordinaria, con il coinvolgimento delle istituzioni e degli enti locali, affiancati dalle associazioni culturali e ambientaliste e con il contributo fondamentale delle scuole di ogni ordine e grado». Il messaggio da veicolare: “Chi sporca non ama il Salento”. «Non si può rimanere indifferenti allo spettacolo indecoroso ed al degrado che ogni giorno si offre a chi percorre questo estremo lembo d’Italia». Caputo conclude: «È sicuramente una questione culturale se in altre regioni d’Italia o d’Europa quello della cura e del rispetto del territorio viene offerto come un plus ai turisti e risulta essere ovvio per chi vive in quei contesti. Strumenti come videotrappole, sanzioni e il corretto utilizzo degli ecocentri possono avere un ruolo, ma non bastano se non accompagnati da un rinnovato spirito di appartenenza e responsabilità collettiva». [a.a.]

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