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In Puglia e Basilicata

La tragedia

Lecce, operaio 72enne cade da un'altezza di 5 metri mentre installa montacarichi: morto in ospedale

ospedale Vito Fazzi di Lecce

Era impegnato in alcuni lavori di ristrutturazione di un immobile in via Parini, cuore commerciale della città

21 Giugno 2022

Redazione online

Un operaio di 72 anni, Donato Marti, originario di Avetrana (Taranto), è morto stamani a Lecce dove era impegnato in alcuni lavori di ristrutturazione di un immobile in via Parini, nei pressi del cuore commerciale della città Secondo i primi rilievi, sembra che l’uomo, per cause da accertare, sia caduto da un’altezza di circa cinque metri mentre insieme ad altri operai era impegnato ad installare un montacarichi. Il 118 ha trasportato l’uomo all’ospedale Vito Fazzi dove però è morto poco dopo Sul posto per i rilievi gli agenti delle volanti e gli ispettori dello Spesal. La Procura di Lecce ha aperto un’inchiesta.

«Dinanzi all’ennesima tragedia sul lavoro, non riteniamo più possibile assistere in maniera inerme, quasi rassegnata, a ciò che sta accadendo con frequenza quasi settimanale». Lo sottolinea, in una nota, Ada Chirizzi, segretaria generale della Cisl Lecce.
Per la rappresentante sindacale, «è inaccettabile la scia di sangue che sta investendo la provincia di Lecce con l’ennesimo incidente mortale in un cantiere edile. La sicurezza e la tutela della salute nei luoghi di lavoro devono essere, lo ribadiamo con forza, la priorità nell’azione da parte del Governo in tema di lavoro. È necessario intensificare i controlli e inasprire le sanzioni ma bisogna soprattutto rafforzare la formazione e investire nella cultura della prevenzione. La qualificazione delle imprese con la patente a punti e una norma premiale per quelle in regola possono aiutare a fermare questa strage senza fine».
In un altro comunicato, Salvatore Giannetto, segretario generale della Uil Lecce e Paola Esposito, segretaria generale della Feneal-Uil Lecce, hanno evidenziato che «le morti sul lavoro sono tutte inaccettabili, quella di un operaio edile di 72 anni che precipita da un’altezza di 4-5 metri fa ancora più rabbia. Al di là della ricostruzione della dinamica del drammatico incidente sul lavoro accaduto questa mattina a Lecce, come Uil del territorio non possiamo non gridare tutta la nostra indignazione per un’altra vita spezzata, per l’assurdità di finire uccisi nello svolgimento del proprio lavoro, un lavoro pesante a un’età decisamente inadatta».
«È noto - hanno aggiunto i dirigenti della Uil leccese - che nell’edilizia l’aspettativa di vita dei lavoratori sia tra le più basse mentre le statistiche su infortuni e malattie gravi ed invalidanti siano invece tra le più alte, per questo un intervento mirato non è più rinviabile: bisogna riconoscere la pensione anticipata ai lavoratori delle costruzioni e delle lavorazioni più pesanti, perché i lavori non sono tutti uguali. Dobbiamo alzare il livello della mobilitazione di massa per richiamare l’attenzione dell’intero Paese sulla drammatica condizione di chi esce da casa per guadagnarsi il pane quotidiano e va incontro ad un tragico destino provocato non certo dalla malasorte, come ricordiamo quotidianamente con la campagna Uil 'ZeroMortisulLavoro'. Si deve insistere sulla prevenzione, sulla formazione e sulla riqualificazione professionale. Bisogna stabilire che le aziende non in regola con le norme sulla sicurezza non possano accedere a nessun finanziamento pubblico. Non basta più esprimere cordoglio dopo ogni morte. È tempo di rimboccarsi le maniche - hanno concluso - e di fare di tutto per fermare questa strage assurda».

«Oggi, l’ennesima vittima del tragico bollettino di guerra dei morti sul lavoro è un operaio precipitato all’interno di un cantiere. Starà alla procura accertare i fatti e le responsabilità ma è inammissibile che a 72 anni un lavoratore sia costretto a salire su un’impalcatura. Nel nostro Paese gli incidenti sul lavoro continuano a fare tante, troppe vittime. Sono donne, uomini, volti, storie, famiglie distrutte dal dolore. Ogni vita spezzata è un dolore immenso ed una ferita per l’intera comunità ma assistere a tragedie come questa provoca, se possibile, ancora più rabbia perché è chiaro che più si va avanti con l’età più il rischio per lavori tanto gravosi e pesanti aumenta come del resto attestano le statistiche degli infortuni». Così Debora Serracchiani, capogruppo Pd alla Camera.

«Piangere la morte di un pensionato sul luogo di lavoro deve far riflettere sulla condizione degli anziani che raggiungono l’età per ottenere l’assegno previdenziale.» Lo afferma Valentina Fragassi segretaria generale Cgil Lecce, dopo l’incidente sul lavoro avvenuto questa mattina nel capoluogo salentino. «Si pone - sottolinea - una questione di vera e propria sopravvivenza per chi arriva alla pensione dopo 40 anni di duro lavoro e di colpo si ritrova a fare i conti con lo stato di bisogno». «Questa è una condizione che purtroppo riguarda molti cittadini della provincia di Lecce, dove gli assegni pensionistici sono tra i più bassi d’Italia. Molti pensionati - aggiunge - sono quasi costretti a ricorrere a lavori extra, spesso di fortuna. Serve con urgenza un provvedimento che aumenti il potere di acquisto delle pensioni, allargando per esempio la platea dei percettori della cosiddetta 14esima.» Si tratta della terza vittima che si registra in provincia di Lecce nel giro di 50 giorni . L’ultimo report mensile dell’Inail fornito da Cgil Lecce, è fermo al mese di aprile. Al momento ufficialmente sono 1.745 gli infortuni sul luogo di lavoro registrati in provincia di Lecce dall’inizio dell’anno (quasi 500 in più rispetto ai 1261 registrati nel 2021). Fa riflettere - secondo la Cgil - il dato regionale sull'età delle vittime: oltre il 20 per cento del totale degli infortuni vede coinvolti lavoratori che hanno più di 55 anni.

«Morire sul lavoro non è degno di un Paese civile. Diciamo basta a questa mattanza. Gli incidenti avvenuti a Verona, Perugia e Lecce, dove hanno perso la vita tre operai, di cui uno 72enne, devono portare all’apertura di una seria e profonda riflessione sulla sicurezza sul lavoro e a interventi concreti e urgenti. Fra questi, anche l’accesso anticipato al pensionamento dei lavoratori delle imprese edili e affini, come si prefigge la proposta di legge a mia firma in discussione in XI commissione alla Camera. Servono, altresì, maggiore prevenzione e più controlli. Mi unisco al dolore dei familiari delle vittime». Lo afferma in una nota Davide Tripiedi, deputato del M5S componente della commissione Lavoro.

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