Lunedì 23 Febbraio 2026 | 19:09

I re delle «slot» del Basso Salento salvati dalla prescrizione. Ma i De Lorenzis non favorirono la Scu

I re delle «slot» del Basso Salento salvati dalla prescrizione. Ma i De Lorenzis non favorirono la Scu

I re delle «slot» del Basso Salento salvati dalla prescrizione. Ma i De Lorenzis non favorirono la Scu

 
Redazione online

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Lecce, imponevano slot machine ai locali: chiesti 40 anni di carcere per i quattro fratelli De Lorenzis di Racale

Chiuso dopo 10 anni il processo nato dall'operazione Clean Game: cade l'ipotesi di favoreggiamento dei clan. L'accusa: imponevano le loro «macchinette» a bar e tabaccherie

Lunedì 23 Febbraio 2026, 17:26

I re delle slot machine del Salento non hanno favorito la Sacra Corona Unita, ma solo la prescrizione ha salvato i fratelli De Lorenzis di Racale. Si è chiuso dopo oltre 10 anni con assoluzioni e proscioglimenti in il processo di primo grado nato dall’inchiesta Clean Game su presunti affari illeciti con le slot machine.

I giudici della Seconda sezione collegiale di Lecce (presidente Baffa, Scuzzarella e Zaurito) hanno dichiarato prescritta l’accusa di associazione a delinquere nei confronti di Salvatore, Saverio, Pietro e Pasquale De Lorenzis, tutti di Racale, e dei loro presunti complici. I giudici hanno confermato l’esclusione dell’aggravante mafiosa, già caduta davanti al Tribunale del Riesame, mentre Pasquale e Saverio De Lorenzis sono stati assolti nel merito dall’accusa di intestazione fittizia di beni. Prescritti anche i reati contestati a tutti gli altri imputati.

Al vertice dell’organizzazione, secondo gli inquirenti, ci sarebbe stato Salvatore De Lorenzis, considerato il re delle slot machine del Basso Salento: a bar, caffetterie e tabaccherie tra Racale, Melissano, Casarano sarebbe stato imposto il noleggio di slot machine manomesse riconducibili alle società dei fratelli De Lorenzis. La Dda, con il pm Carmen Ruggiero aveva chiesto 10 anni e 6 mesi per Saverio, Pietro e Pasquale, 9 anni per Salvatore De Lorenzis e la prescrizione per tutti gli altri, contestando ai De Lorenzis l’ipotesi di associazione per delinquere semplice con l’aggravante del metodo mafioso.

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