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Ulivi malati in fiamme a Copertino, «una strage che si ripete»

Ulivi malati in fiamme a Copertino, «una strage che si ripete»

L'analisi di Coldiretti sull'ennesimo rogo doloso di alberi eradicati a causa della Xylella

16 Maggio 2021

Redazione online

Lecce - «In Salento il 70% degli incendi interessa gli ulivi che si seccano a causa della xylella fastidiosa». Lo dichiara Coldiretti Puglia, in riferimento all’incendio divampato nella notte in un fondo di 500 ulivi già espiantati nelle campagne di Copertino, in provincia di Lecce. «Una strage che si ripete - denuncia Gianni Cantele, presidente di Coldiretti Lecce - lasciando paesaggi lunari in Salento dove le fiamme si moltiplicano riducendo gli ulivi colpiti dall’infezione in torce gigantesche, anche a causa dell’abbandono forzato in cui versano campi pieni di sterpaglie e infestanti, con evidenti problemi di sicurezza». Secondo Coldiretti Puglia «è necessario avviare un confronto con l'Unione europea affinché vengano destinati fondi per gli espianti degli ulivi secchi a causa della xylella, per i reimpianti, per la diversificazione, oltre che per la prevenzione, rimodulando al contempo il Piano per la rigenerazione olivicola da 300 milioni di euro».

«Sono arrivate all’Assessorato regionale all’Agricoltura domande di espianto degli ulivi per 216 milioni di euro, ma ne è stato finanziato solo il 19% per l’esiguità delle risorse messe a disposizione» dice ancora Cantele, secondo il quale «la dotazione finanziaria per gli espianti e i reimpianti di 40 milioni di euro è risultata assolutamente insufficiente, considerato che la xylella ha colpito ormai il 40% del territorio regionale».

Il rogo di Copertino, secondo i primi accerttamenti, potrebbe avere natura dolosa . Le fiamme hanno travolto gli ulivi già eradicati in attesa di essere tagliati e ridotti a legname. Il terreno in località Chiambrò dove si è sviluppato il rogo, spento dai vigili del fuoco, è di proprietà di una imprenditrice agricola 50enne di Nardò, e in uso al figlio, un 36enne che aveva già incaricato una ditta per l’intervento. Il danno ammonta a circa 30 mila euro. Sull'accaduto indagano i carabinieri. 

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