Il caso
Maglie, deridono disabile postando video in chat: indagati 2 vigili urbani
Hanno 52 e 53 anni gli agenti accusati di violenza privata, interruzione di pubblico servizio e istigazione al suicidio
LECCE - Deridono e bullizzano un uomo invalido civile al cento per cento. Questa volta però non si tratterebbe di ragazzini irresponsabili, ma di due uomini di mezza età che indossano una divisa. Due agenti della polizia municipale di Maglie, che in seguito alla vicenda sono stati trasferiti ad altro ufficio.
La Procura ha aperto un fascicolo, iscrivendo i nomi dei due poliziotti sul registro degli indagati: M.M. ed M.B, rispettivamente 52 e 53 anni, rispondono dei reati di violenza privata, interruzione di pubblico servizio e istigazione al suicidio. Già, perchè dopo che il video della vergogna ha iniziato a circolare via WhatsApp, la vittima avrebbe manifestato la volontà di farla finita.
Sull’accaduto indaga il pubblico ministero Maria Vallefuoco, insieme con i carabinieri della compagnia di Maglie, guidati dal capitano Giorgio Antonielli: nei giorni scorsi i militari hanno effettuato una perquisizione nelle abitazioni e negli uffici dei due indagati, sequestrando i computer e i rispettivi telefoni cellulari.
Tutto per accertare l’eventuale presenza del filmato o delle foto che hanno inarrestabilmente iniziato a girare sui social.
Il filmato, però, è stato scoperto successivamente, quando le indagini erano già state avviate. L’incipit dell’inchiesta coincide con l’invio di un esposto anonimo, con cui l’autorità giudiziaria veniva informata dell’esistenza di foto accompagnate da bare e croci, finalizzate a rimarcare la diceria secondo cui la povera vittima porti sfortuna.
Nel filmato, della durata di due minuti e 32 secondi, si vede chiaramente che il disabile cerca di salire a bordo della bicicletta, la cui ruota anteriore però era stata nascosta all’interno di un Fiat Doblò in uso al corpo della polizia municipale. La scena infatti si svolge nell’area parcheggio del comando, proprio nei pressi di Palazzo De Marco.
Le risate dei due agenti si sentono chiaramente, e ad un certo punto uno di loro gli tocca anche gli organi genitali, come sfottò.
Toccherà ora alla magistratura valutare se sia trattato di uno scherzo oppure no. Se la condotta dei due agenti possa effettivamente integrare ipotesi di reato. Intanto la vicenda ha suscitato talmente tanto clamore che i due agenti sono stati sollevati dall’incarico e destinati ad altre mansioni.