Nel basso salento
Gagliano del Capo, riaprono sale operatorie ex ospedale
Riparte il Day service chirurgico: ieri mattina eseguiti quattro interventi di rimozione della cataratta
Riaprono le sale operatorie dell’ex ospedale di Gagliano del Capo: ieri mattina il dottor Enrico Rotondo, in day service di oculistica, ha sottoposto ad intervento quattro pazienti affetti da cataratta perfettamente riusciti. Il day service di oculistica opererà nei giorni di martedì e giovedì. «In tal modo - spiega il Commissario Straordinario Rodolfo Rollo, che ha voluto essere presente all’avvio ufficiale del nuovo servizio – l’azienda sanitaria riesce a offrire una risposta efficace ed efficiente alla domanda che proviene dal territorio ma, nello stesso tempo, alleggerisce la pressione sui presidi ospedalieri, sgravati da questo tipo di interventi chirurgici». «Per il presidio ospedaliero - sottolinea - è davvero come tornare a nuova vita. Siamo partiti decentrando sul territorio prestazioni chirurgiche che, grazie alle nuove tecnologie e alle competenze degli operatori, possono essere realizzate in ambulatorio.
È possibile farlo in Oculistica ma anche in altre branche, sfruttando fibre ottiche, ecografi e dispositivi medici che possono risolvere problematiche cliniche che prima richiedevano il ricovero. Un modello che potremo replicare per l’Ortopedia, l’Otorino e l’Endoscopia». E poi l’annuncio, dato dallo stesso Rollo: «Il quartiere operatorio del PTA verrà intitolato alla memoria di Antonio Buccarello, già sindaco di Gagliano del Capo: è stata la persona che s’è battuta ed è andata fino in fondo perché questo giorno arrivasse. Peccato non abbia potuto godere con noi di questo traguardo». Da Gagliano non parte solo un nuovo servizio, ma si inaugura un modello sanitario completamente rinnovato: «Tutti i PTA - spiega Rollo - dovranno avere questo tipo di mission: l’obiettivo è di concentrare negli ospedali solo le attività che richiedono il ricovero, i casi di emergenza un approccio interdisciplinare ed ad alta complessità.
L’integrazione tra ospedale e territorio qui è pienamente realizzata». Un obiettivo al quale ha lavorato il direttore del Distretto Giuseppe Guida: «Ci siamo mossi con coerenza e mantenuto la direzione di marcia. Solo la consapevolezza che tutti coloro che erano coinvolti nei processi di Salute dovevano comprenderne la logica sottostante, che era di carattere reticolare, fondata cioè su un sistema di strutture e di connessioni entro cui cooperare in vista di obiettivi comuni, solo il collegamento e l’integrazione con tutti gli attori del territorio coinvolti nei processi di Salute poteva risultare essenziale per costruire un nuovo modello si sanità sul territorio. Forse, riflettendo dove siamo giunti oggi, affermo che ci siamo riusciti». A giusta ragione Rocco Palese, responsabile del blocco ospedaliero, sottolinea: «Siamo in presenza di una vera e propria rivoluzione culturale dell’offerta di salute. Si apre una nuova pagina per l’offerta di salute nel Capo di Leuca: ed è un’offerta ai tanti pazienti che sono in lista d’attesa per un intervento di cataratta. Per adesso. Poi si amplierà l’offerta». La logica è quella del “reparto aperto”: «Attorno all’Oculistica – conferma il Antonio Mocellin, direttore dell'UOC di Oculistica del Presidio Ospedaliero “Vito Fazzi” di Lecce e coordinatore dell'Oftalmologia Territoriale della ASL Lecce - abbiamo creato una rete che integra ospedale e territorio in modo sinergico, implementando le diverse professionalità ospedaliere e territoriali che si ritrovano ad interagire intorno al paziente».
«Il reparto - aggiunge Rollo - così si apre al territorio e qui specialisti diversi si incontrano nella logica della continuità assistenziale: è una sperimentazione sul campo di nuovi modelli organizzativi, secondo la logica del reparto aperto. Lo si fa nel luogo più adatto, la sfida è integrare le competenze là dove servono, più vicino possibile al paziente, creando un percorso integrato dalla diagnosi alla terapia. Il valore aggiunto sta nella tecnologia e nelle professionalità che collaborano assieme, ottenendo il risultato di ridurre l’ospedalizzazione, ma anche i costi e disagi per il paziente». Un “lavoro di squadra” che ieri mattina ha fatto il suo esordio in sala operatoria. Al fianco del responsabile chirurgo oftalmologo, Enrico Rotondo, due oftalmologi, Achille Frigino e Paola Luciana Calasso, la coordinatrice dell’equipe infermieristica Maria Antonietta Preite, l’ortottista-assistente di Oftalmologia Annamaria Vallo, le infermiere strumentiste Angela Lacava e Anna Ercolani, l’assistente di sala Antonella Nuccio.