il personaggio

Caso Cucchi, il carabiniere andriese che fece riaprire le indagini ottiene la promozione: «Ma con tanto ritardo»

«Quest'anno si dovrà pronunciare il Tar del Lazio per stabilire se ho subito dei danni, il ricorso è sto preparato e presentato»

"Per la prima volta indosso i nuovi gradi arrivati con tanto tanto ritardo, a causa degli incidenti di percorso che mi sono successi. Quest'anno si dovrà pronunciare il Tar del Lazio per stabilire se ho subito dei danni, il ricorso è sto preparato e presentato". A scriverlo sui social è Riccardo Casamassima, il carabiniere originario di Andria super testimone del caso Stefano Cucchi: grazie a lui, furono riaperte le indagini sull'omicidio del giovane che, nel 2009, morì in seguito alle percosse subite da parte di due carabinieri, mentre era sottoposto a custodia cautelare.

Una testimonianza, la sua, che lo portò a subire minacce, trasferimenti e procedimenti penali. Tra questi, anche un processo per spaccio a carico suo e della sua compagna, Maria Rosati: entrambi furono assolti.  

Adesso, Casamassima ha raggiunto il grado di appuntato scelto con qualifica speciale. 

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