Milano, 2 feb. (Adnkronos Salute) - Trecentomila euro a 6 giovani scienziati impegnati nella lotta all'Alzheimer. Airalzh Onlus - Associazione italiana ricerca Alzheimer ha annunciato i vincitori dell'edizione 2025 del Bando Agyr - Airalzh Grants for Young Researchers: sono Nerisa Banaj (Santa Lucia Roma), Federico Cazzaniga (Besta Milano), Guido Maria Giuffrè (Gemelli-Cattolica Roma), Silvia Cecilia Pelucchi (UniMi), Rebecca Piccarducci (UniPi) e Lorenzo Pini (UniPd-Vimm), e grazie ai fondi Airalzh svilupperanno progetti di ricerca focalizzati sulla diagnosi precoce della malattia di Alzheimer e sulla prevenzione. Negli ultimi 5 anni ammonta a 1,8 milioni di euro l'investimento dell'associazione per i bandi Agyr.
"Investire nella ricerca contro la malattia di Alzheimer è sempre più importante - dichiara la presidente di Airalzh Onlus, Alessandra Mocali - L'Italia si trova all'ottavo posto tra i Paesi con il maggior numero di persone affette. Numeri che raccontano la portata di una sfida socio-sanitaria che riguarda milioni tra malati, famiglie e caregivers. La ricerca rappresenta l'unica strada per rispondere con strumenti più efficaci e offrire più qualità alla vita di chi affronta la malattia. La nostra associazione continua così a investire in questo campo non solo per arrivare a diagnosi precoci e terapie efficaci, ma anche per dare una possibilità a giovani ricercatori under 40 di emergere e sviluppare così carriere indipendenti in Italia. Nelle prossime settimane, anzi, Airalzh aprirà le candidature per il nuovo Bando Agyr 2026, aumentando il finanziamento da 300 a 400mila euro".
I progetti di ricerca vincitori per il 2025 sono stati selezionati dal Comitato tecnico scientifico di Airalzh, composto da esperti internazionali, informa l'associazione in una nota. Gli scienziati premiati sono stati invitati a presentare il loro progetti in una sessione dedicata del convegno 'SINdem4Juniors', giovedì 5 febbraio a Bressanone. Mentre da venerdì 13 febbraio sul sito di Airalzh Onlus verrà pubblicata la 'Call for Proposals' per il Bando Agyr 2026. Rivolto a ricercatori under 40, prevede lo stanziamento di 400mila euro - 100mila in più rispetto alle precedenti edizioni - per finanziare progetti di ricerca su diagnosi precoce della malattia di Alzheimer, stili di vita preventivi e individuazione di nuovi bersagli per interventi terapeutici, farmacologici e non. Mercoledì 1 aprile 2026 è stato fissato come termine ultimo per sottoporre le candidature.
Airalz Onlus descrive così i progetti vincitori per il 2025. Nerisa Banaj, dirigente psicologo e ricercatrice dell'Irccs Fondazione Santa Lucia di Roma, mira a riconoscere segnali molto precoci di cambiamento cerebrale - grazie all'utilizzo integrato di valutazioni neuropsicologiche, neuroimaging avanzato e analisi computazionali in una prospettiva fortemente traslazionale - per favorire la prevenzione e migliorare la qualità delle cure con interventi personalizzati. Federico Cazzaniga, ricercatore della Fondazione Irccs Istituto neurologico 'Carlo Besta' di Milano, propone di esplorare campioni di lacrime umane con l'obiettivo di identificare nuovi biomarcatori capaci di migliorare l'accuratezza diagnostica dell'angiopatia amiloide cerebrale e una sua distinzione dalla malattia di Alzheimer.
Guido Maria Giuffrè, neurologo e ricercatore in Neuroscienze presso la Clinica della Memoria della Fondazione Policlinico 'Agostino Gemelli' Irccs e il Dipartimento di Neuroscienze dell'università Cattolica del Sacro Cuore, Campus di Roma, studia la neuroinfiammazione nella malattia di Alzheimer tramite un approccio che potrà contribuire all'identificazione di nuovi biomarcatori precoci e di potenziali bersagli terapeutici. Silvia Pelucchi, ricercatrice del Dipartimento di Scienze farmacologiche e biomolecolari dell'università degli Studi di Milano, utilizza cellule prelevate dalla pelle dei pazienti e riprogrammate in cellule neuronali per studiare i meccanismi molecolari alla base della malattia di Alzheimer. I risultati della sua ricerca potranno contribuire a migliorare la diagnosi precoce e a favorire lo sviluppo di strategie terapeutiche più mirate e personalizzate.
Rebecca Piccarducci, ricercatrice in Biochimica presso il Dipartimento di Farmacia dell'università degli Studi di Pisa, è impegnata nello sviluppo di trattamenti più precisi e personalizzati in grado di rallentare o prevenire la neurodegenerazione: il suo progetto di ricerca si concentra sulla variante genetica ApoE4, un importante fattore di rischio per lo sviluppo della malattia di Alzheimer, con l'obiettivo di verificare se l'attivazione mirata di una particolare proteina possa esercitare un effetto neuroprotettivo e favorire il recupero delle connessioni sinaptiche compromesse dalla malattia. Lorenzo Pini, ricercatore presso il Dipartimento di Neuroscienze dell'università degli Studi di Padova ed il Veneto Institute of Molecular Medicine (Vimm), vuole comprendere come l'esposizione prolungata a diverse sostanze inquinanti possa danneggiare sia la struttura dei collegamenti cerebrali che il normale scambio di informazioni rendendo il sistema cerebrale meno efficiente e più vulnerabile.
















