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Imam di Lecce spiega
l'Islam su Youtube

«Un modo per scongiurare le strumentalizzazione e contro chi compie atti violenti»

imam di Lecce

Saifeddine Maaroufi

L’Islam spiegato su Youtube: un’idea dell’imam di Lecce Saifeddine Maaroufi, 41enne di origini tunisine, i cui video registrano ogni settimana decine di visualizzazioni. Il suo è un corso 2.0 di credo islamico, esegesi coranica e giurisprudenza islamica. «Ogni video - spiega - è il filmato di un incontro che si svolge nella moschea di Lecce, insieme a un gruppo di musulmani italiani della comunità brindisina e altre persone provenienti dai Balcani che parlano italiano».

Già da tempo, l’imam utilizza il web per diffondere l’Islam tradizionale e più tollerante. Un’apertura che lo ha portato a sottoscrivere la Carta islamica dei valori contro gli estremismi e in favore della pace, ma che in passato gli è costato numerose intimidazioni e anche minacce di morte. Due anni fa, a causa della continua violenza verbale nei suoi confronti, decise di chiudere la sua pagina Facebook. «Lo feci soprattutto per tutelare la mia famiglia - ricorda - non volevo che i miei figli leggessero quegli attacchi così pesanti contro di me».

Gli autori di quelle intimidazioni, che Maaroufi ha poi denunciato, «erano purtroppo soprattutto italiani: persone che probabilmente hanno scelto di convertirsi da adulti, e che non conoscono bene l’Islam perché si sono formati ascoltando individui di scuole radicali».

Saifeddine non si è però scoraggiato e ha riaperto poco tempo dopo la pagina Fb, oggi seguita da più di 24mila persone. E da pochi mesi, sulla spinta dei tanti italiani che vogliono avvicinarsi all’Islam ma non trovano libri e materiali in italiano, ha deciso di diffondere la parola del profeta Maometto mettendo on line i video dei suoi sermoni. «Molti figli di immigrati non conoscono l’arabo, dunque non sanno leggere il Corano ed è anche per loro che già da tempo tenevo sermoni alternando l’arabo all’italiano. Allora ho cominciato a registrare i momenti in cui ci riuniamo in moschea e a pubblicarli sul canale Youtube», ha detto interpellato dall’Ansa. Saifeddine ritiene che questo suo metodo possa aiutare chi ha dubbi o viene avvicinato da «malintenzionati che strumentalizzano il Corano per convincerli a compiere atti violenti», dicendo loro, ad esempio, «che bisogna colpire i non credenti o chi crede in una religione diversa dalla nostra». Guardando i video, insomma, «queste persone possono trovare finalmente una risposta che contrasta le falsità degli estremisti».

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