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In Puglia e Basilicata

Polignano, guerra per statua a Mister Volare

Polignano, guerra per statua a Mister Volare

dal nostro Inviato NICOLA FRAGASSI
MODUGNO - Non c’è pace per la statua di Domenico Modugno che il Comune di Polignano a Mare ha commissionato ad uno scultore. Tutti d’accordo sulla piazza dove va collocata, ma la polemica si accende intorno al posizionamento: con lo sguardo rivolto alla città, perché i cittadini ne colgano l’intensa espressione, o aperto verso il mare, come lui avrebbe desiderato? La moglie: lui avrebbe guardato all’acqua.

10 Marzo 2009

volaredi NICOLA FRAGASSI

POLIGNANO - Più che una statua sembra un grosso dilemma: dove sistemarla? E in quale posizione? A che distanza dal marciapiedi? «Domenico Modugno non può diventare mica un “parcheggiatore”». «Ma quale parcheggiatore? In quell’area non ci saranno più auto». A 15 anni dalla morte, Mister Volare continua a far parlare di sé. Ad infiammare il mondo culturale e politico della città costiera del Sud Barese è la statua del Mimmo nazionale. Il Comune ha deciso di sistemarla in largo Gelso, ma c’è chi storce il naso per la posizione dell’opera (un bronzo alto tre metri): con lo sguardo rivolto al mare, rivolto alla città o più al centro dell’area? Una questione non da poco se si pensa, infatti, che l’amministrazione comunale per realizzare l’aiuola dove verrà posizionata la statua avrebbe già speso 50mila euro.


Un passo indietro per capire. Tutto comincia nel 2004, nel decimo anniversario della morte dell’artista polignanese. L’amministrazione comunale dell’epoca fa realizzare una targa con una indicazione semplice e chiara: deve essere posizionata ai piedi di una statua. Per quattro anni, però, dell’opera non se ne parla più fino a quando, nel luglio del 2008, l’amministrazione guidata da Angelo Bovino affida a Gianni Torres l’incarico per organizzare le manifestazioni nella ricorrenza dei 50 anni della canzone Volare. «Nell’incarico - afferma Torres - rientrava anche la realizzazione della statua. Avvio, quindi, le ricerche ed individuo l’artista che come rapporto qualità-prezzo ci dà le migliori garanzie: l’argentino Hermann Mejer». Costo dell’operazione 70mila euro. «Il Comune - prosegue Torres - dice di non avere i fondi ed è per questo che interviene la Banca Popolare di Bari».


L’istituto bancario finanzia l’intera operazione, la statua viene realizzata ma nessuno può ancora vederla. Perché? È presto detto. La zona scelta non convince del tutto. «Non è possibile - sbotta Torres - che il grande Mimmo venga sistemato in un parcheggio. La città farebbe una bruttissima figura agli occhi di tutti. La location è quella giusta, ma occorrono dei ritocchi». Su quel tratto di costa, quello che viene chiamato il «Grottone», infatti, si racconta che il Modugno bambino avvistò un branco di delfini. Un episodio che avrebbe segnato anche la vita artistica del grande Mimmo che al mare (ed ai delfini) ha dedicato numerosi brani, compreso l’ultimo.


E siamo al primo dei dilemmi. L’amministrazione Bovino deve affrontare e risolvere il resto. «È tutto a posto - tranquillizza il primo cittadino polignanese - non ci saranno le auto in sosta. Abbiamo già deliberato per l’eliminazione del parcheggio in largo Gelso facendo un grosso sacrificio. La città, infatti, ha bisogno di posti-auto, ma troveremo un’altra sistemazione. Realizzeremo anche un’altra aiuola per abbellire ancora di più un’area che farà da richiamo turistico».


Per un dilemma che sembra risolto, quello delle auto, eccone un altro che si affaccia: lo sguardo di Mimmo Modugno. 

«Mister Volare amava il mare - afferma Torres - ed il suo sguardo deve essere rivolto alla costa, proprio come ha sempre desiderato». «L’aiuola - ribatte Angelo Bovino - è a ridosso della scalinata che porta giù al mare e c’è poco spazio. Anche per questo la statua va posizionata con lo sguardo verso la città. Eppoi, i polignanesi vogliono godere della vista di Domenico Modugno».

I polignanesi, però, almeno per il momento sembrano disinteressarsi del braccio di ferro in atto. Stanno alla finestra, aspettano. Certo, però, sono curiosi di sapere che fine abbia fatto la statua del «loro» Mimmo. «Per me - afferma Antonio De Marzo - deve avere lo sguardo rivolto alla città. Non sarebbe giusto che rivolgesse la spalle ai cittadini». 

«Ma no - è il pensiero di Giuseppe Carone - il Comune farebbe bene a scegliere un’altra zona da valorizzare». La risposta di Vittorio Pellegrino è di quelle che avrebbero fatto impallidire il Catalano di «arboriana» memoria («Quelli della notte», per intenderci): «Se ne potrebbero realizzare due di statue: una rivolta verso il mare e l’altra verso la città». Semplice, no? Meditate gente, meditate.

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