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allarme ad altamura

La siccità danneggia
grano e lenticchia Igp

lenticchia

di ONOFRIO BRUNO

ALTAMURA - La siccità abbatte le rese dell’agricoltura murgiana. Per il grano duro situazione paradossale: aumenta il prezzo a favore dei cerealicoltori che coltivano le loro terre in un vasto quadrante interregionale ma il prodotto raccolto sarà drasticamente inferiore rispetto alle messi dell’estate scorsa. Quantitativi più ridotti anche per la lenticchia che, però, è al primo anno come Igp (Indicazione geografica protetta) e ha un forte potenziale di sviluppo.

GRANO DURO - Prendono fiato i produttori di grano che hanno seminato i loro campi pugliesi e lucani. All’ultima quotazione c’è stato un balzo del prezzo che è passato dai 18 euro al quintale (lo scarso livello dell’annata agraria 2016) a 23,5. Una maggiore e più giusta remunerazione. Il prodotto, tra l’altro, è ritenuto di qualità elevata, anche in rapporto ai parametri di proteine richiesti dall’industria pastaia. Una dinamica opposta rispetto a quella di dodici mesi fa quando, per un particolare incrocio di condizioni climatiche, si verificò una sovrabbondanza produttiva. Ma quest’ultima fu poi penalizzata dal mercato, con il crollo della redditività, e grandi quantità sono rimaste stoccate in attesa di tempi migliori. È presto per fare bilanci, ad ogni modo la siccità peserà sul totale.

LENTICCHIA - Un drastico calo delle rese si prevede anche per la lenticchia ma non sarà comunque la scarsa piovosità in atto da gennaio a oggi a fermare il «battesimo» della «Lenticchia di Altamura Igp» che sta per passare dal campo al confezionamento. Il legume gode della protezione transitoria sul territorio nazionale, riconosciuta dal Ministero per le politiche agricole e forestali. Si è costituito un Consorzio di filiera per la sua tutela che, fra le varie azioni, si occuperà di raggiungere anche il riconoscimento Igp dell’Unione europea per la protezione comunitaria.

IL DISCIPLINARE - Il disciplinare prevede un areale di produzione di 19 Comuni in Puglia e Basilicata (province di Bari, Bat, Matera e Potenza). La carenza di piogge incide sui numeri complessivi che saranno comunque importanti. «In tutto l’areale - spiega il direttore Gerardo Centoducati - sono stati messi a coltura circa 10mila ettari. Di questi, 1.100 sono certificati, quindi prodotto Igp. Questo dato ci soddisfa perché per il primo anno era difficile raggiungere tale quota. Sulle rese, invece, avremo sicuramente un abbattimento. Mediamente è di dieci quintali per ettaro ma stavolta potremmo anche scendere sotto la metà, a tre. Comunque parliamo di quantità stimate di 3-4mila quintali che sono enormi rispetto alle poche centinaia di qualche anno addietro. Puntiamo, pertanto, ad arrivare ai supermercati di tutta Italia. Per il futuro - aggiunge Centoducati - sarà importante incrementare la quota certificata perché un territorio non deve esprimere un prodotto di serie A e uno di serie B. Quando avremo solo Igp, potremo paragonarci a realtà economiche importanti».

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