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«Maldive paradiso per jihadisti»
Giovane barese tra finalisti
del «European Press Prize»

«Maldive paradiso per jihadisti»
Giovane barese tra finalisti
del «European Press Prize»

«Maldive paradiso per jihadisti»
Giovane barese tra finalisti
del «European Press Prize»

 
Rita Schena

Reporter:

Rita Schena

Francesca Borri

Francesca Borri

Mercoledì 01 Marzo 2017, 10:59

11:20

BARI - Una giovane barese, Francesca Borri, è stata inserita nella rosa dei finalisti, prima italiana, del premio «European Press Prize» per aver scritto un reportage sulle Maldive, pubblicato in vari paesi e varie lingue e in Italia da «Internazionale», in cui parla dei jihadisti che vivono in quel paradiso turistico che è anche un paese musulmano anzi il paese non arabo con il più alto numero pro capite al mondo di foreign fighters.

European Press Prize è il principale premio europeo di giornalismo (http://www.europeanpressprize.com) che viene consegnato ad Amsterdam e si articola in tre categorie: pezzi di inchiesta, pezzi di opinione e reportage. Francesca Borri è finalista nella categoria reportage ed è la prima italiana che rientra nella storia del premio. Il vincitore sarà annunciato ad Amsterdam il 20 aprile.

Il reportage di Borri (nata a Bari nel 1980) racconta non solo gli jihadisti, ma la società intorno: le Maldive sono un paese di eroina, povertà, gang, e soprattutto, clientelismo e corruzione. Praticamente - racconta Borri - le entrate del turismo, circa 3,5 miliardi di dollari l’anno, non arrivano ai cittadini comuni, perché il sistema dei resort è interamente riconducibile a cinque, sei imprenditori connessi ai politici locali e a soci stranieri
Francesca Borri, ha compiuto studi in relazioni internazionali. Dopo una prima esperienza nei Balcani ha lavorato in Medio Oriente, e in particolare in Israele e Palestina, come specialista di diritti umani. Nel 2012 ha deciso di raccontare la battaglia di Aleppo come giornalista freelance, e da allora, i suoi reportage sono stati tradotti in 21 lingue. Cinque anni e 500mila morti dopo, vive ancora tra Siria e Iraq e racconta i palestinesi per Yedioth Ahronoth, il principale quotidiano israeliano. È l’autrice di La guerra dentro (Bompiani 2014).

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