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Sud-Est, i soldi a Telerama
e il televideo che non c'è

Sud-Est, i soldi a Telerama
e il televideo che non c'è

 
Sud-Est, i soldi a Telerama e il televideo che non c'è

Il contratto con Fiorillo: 50mila euro l'anno per gli orari dei treni

Mercoledì 23 Novembre 2016, 11:52

BARI - Un contratto per tre anni e 110.000 euro più Iva, per pubblicare sul televideo di Telerama gli orari delle corse su Lecce, Brindisi e Taranto. Un contratto stipulato nel 2008, prorogato nel 2012 e passato di mano in mano, di società in società. Fino all’arrivo, sulla scrivania del commissario Andrea Viero, di una richiesta di pagamento delle fatture, nel frattempo lievitate a 50mila euro più Iva fanno sono 5mila euro al mese. È l’ennesimo regalo che l’ex amministratore unico delle Ferrovie Sud-Est, Luigi Fiorillo, ha lasciato in eredità alla più importante ex concessa d’Italia. E anche questo contratto, come molti altri, potrebbe finire nelle mani della Procura di Bari che indaga sul saccheggio della società.

Il punto, infatti, è che nella sede barese della società non c’erano documenti sul contratto stipulato con la concessionaria di pubblicità di Telerama, la K&C. E, soprattutto, il televideo di Telerama non esiste. O meglio, non funziona più dal febbraio 2014. Senonchè, a marzo 2014, una lettera dell’amministratore di K&C, Paolo Pagliaro, informa le Sud-Est del «guasto» e propone di trasferire «temporaneamente» il servizio sul sito web www.trnews.it. A luglio 2014, K&C si sfila ma informa le Sud-Est che «il servizio di pubblicazione della pagine informative non sarà sospeso». Sotto entrambe le lettere c’è un «visto si autorizza» di Luigi Fiorillo.

Nello scorso marzo una lettera della società Dgt Multiplex srl, che ha «ereditato» le frequenze di Telerama, informa le Sud-Est di aver ceduto il sito Trnews a un’altra società, la Ta Format srl di Merine di Lizzanello. Ma a luglio il commissario Andrea Viero risponde dicendo, in sostanza, «non vi conosciamo». Anche perché, da una verifica degli uffici, i famosi orari dei treni e degli autobus sul sito non c’erano. Ma in pieno agosto Ta Format torna alla carica e parla di «servizio reso e tuttora in corso», in base alle famose lettere di Fiorillo e a un contratto del 28 febbraio 2013 che nell’archivio delle Sud-Est non esiste.

Il contratto originario del 2008 era firmato da Paolo Pagliaro, editore di Telerama, oggi come allora molto noto nel panorama pubblico del Salento per le battaglie politiche a difesa della sua terra. Nell’elenco delle battaglie di Pagliaro, anche quella per i treni delle Sud-Est e per le ruberie intorno all’azienda. «Abbiamo anche le Ferrovie Sud Est - scrive Pagliario il 13 luglio 2016, all’indomani della strage dei treni sulla linea Andria-Corato, nella sua qualità di componente dell’ufficio politico nazionale di Forza Italia -, quelle che viaggiano ancora con le littorine e che regalano al Salento un servizio degno di un Paese del terzo mondo. Quelle che gestiscono anche il trasporto su gomma, con gli autobus che si incendiano con i passeggeri a bordo. Ecco in Puglia e in Salento abbiamo anche questo, perché c’è chi si è mangiato tutto, rosicchiando fino all’osso da decenni».

Nei fatti, però, Sud-Est ha pagato poco più di 200mila euro fino al 2013 per un servizio - gli orari sul televideo - di cui nessuno sa dire nulla. E ora vengono richiesti altri 125mila euro più Iva (su 150) per gli ultimi tre anni, nonostante il televideo non ci sia più e nonostante gli orari comparsi sul sito Trnews non siano aggiornati e creano solo altra confusione: 5mila euro al mese per un banner sul sito.

Tuttavia è impossibile avere la versione dei fatti dell’emittente televisiva salentina. «Non ne so nulla, non mi occupo di queste cose, non ho nulla a che fare con le due società di cui mi parla», risponde Pagliaro. Ha ragione. La concessionaria di pubblicità Ta Format risulta di proprietà delle signore Maria Antonietta Carratù e Anna Rita Pittini ed è amministrata da Massimo Miglietta Sozzo, storico collaboratore di Pagliaro. Dgtmultiplex, subentrata a Telerama, è posseduta e amministrata dal commercialista tarantino Giovanni Gadaleta.[m.s.]

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