di MASSIMILIANO SCAGLIARINI
BARI - Il parere positivo dell’Antitrust è stato notificato nel pomeriggio di ieri, mentre la delibera con cui Ferrovie dello Stato si impegna ad acquisire le Sud-Est, accollandosi il relativo debito, è stata consegnata lunedì mattina dal commissario Andrea Viero alla Procura di Bari. E così, oggi, i sostituti Francesco Bretone e Luciana Silvestris non si opporranno alla richiesta della società di rinviare ancora una volta l’udienza pre-fallimentare. È, di fatto, il via libera definitivo al salvataggio di Fse: la Procura sembrerebbe infatti aver ottenuto ampie rassicurazioni sul percorso dei prossimi mesi.
L’Autorità garante per la concorrenza, che sul caso di Ferrovie dello Stato e del trasporto pubblico in Puglia aveva inviato una segnalazione al Parlamento il 27 ottobre, ha fatto retromarcia. E, recependo le controdeduzioni del ministro Graziano Delrio, ha autorizzato l’operazione di concentrazione, vale a dire l’acquisizione di Sud-Est da parte di Fsi: il garante non ha ravvisato violazioni alla disciplina della concorrenza, accettando dunque di considerare il trasferimento come un semplice riordino delle partecipazioni pubbliche. Sia Sud-Est che Fsi sono infatti società dello Stato, e il cambio di assetto proprietario non ne muterà la natura sostanziale.
L’unica incognita resta, dunque, il ricorso al Tar Lazio presentato dalla cordata privata: i tedeschi di Arriva, Ferrotramviaria e il consorzio Cotrap hanno impugnato il decreto con cui Delrio ha disposto il trasferimento di Sud-Est ritenendo di avere il diritto di partecipare a una procedura pubblica per la cessione dell’azienda. La richiesta di sospensiva si discuterà giovedì 1° dicembre ma, a questo punto, il ministero delle Infrastrutture (proprietario di Sud-Est) avrà buon gioco nel sostenere che tutti i requisiti dell’operazione sono stati soddisfatti. Anche perché proprio il decreto Delrio dispone il trasferimento delle quote di Sud-Est «entro 5 giorni» dal via libera dell’Antitrust: significa che teoricamente Fs potrebbe diventare proprietaria di Fse già la prossima settimana, anche se il piano industriale dell’ad Renato Mazzoncini prevede il subentro a partire dal 1° gennaio.
La Procura di Bari, che indaga sul disastro degli ultimi anni di gestione di Sud-Est, ne aveva chiesto il fallimento per poter poi contestare agli indagati anche la bancarotta fraudolenta. Ai magistrati è sufficiente anche un concordato preventivo, che comunque implica una dichiarazione di dissesto. Fs acquisirà Sud-Est a costo zero, ma dovrà farsi carico di 120-130 milioni di debiti pregressi. Di fatto è una anticipazione di cassa, perché Fse - lo ha dimostrato il commissario Viero - da quando è gestita con scrupolo riesce a produrre utili: il debito, insomma, verrà ripagato nel giro di 5-6 anni.
L’udienza prevista stamattina davanti al giudice Giuseppe Rana verrà rinviata quasi certamente a dopo le feste, cioè quando l’acquisizione sarà già stata completata e i commissari ministeriali (che scadono il 31 dicembre) saranno stati sostituiti dal nuovo cda. Ma l’ok della Procura di Bari alla strategia di salvataggio è molto probabilmente figlio di un accordo complessivo tra le parti: sarà Fs, dopo l’acquisizione, a presentare domanda di concordato permettendo all’inchiesta sul saccheggio un nuovo salto di qualità.
















